43 domande da fare al web analyst prima del redesign di un sito web

E' passato un po' di tempo da quando ho scritto questo articolo.
Il mondo del digital è sempre in evoluzione e potresti trovare delle informazioni non più aggiornate.

Nella fase iniziale di analisi per la riprogettazione di un sito web, una lettura profonda dei dati di web analytics potrebbe trasformarsi in una miniera di informazioni utili per conoscere il contesto in cui si opera e per ottenere il meglio dal restyling del sito.

Utilizzare il supporto di un web analyst in questi casi è utilissimo poichè permette di prendere delle decisioni con dei dati oggettivi in mano: in questo post ho voluto raccogliere e condividere una serie di domande da fare al vostro web analyst di fiducia o alle quali potete rispondere direttamente voi se vi trovate a vostro agio con Google Analytics.

Come titola il post, ora le domande sono esattamente 43, con la speranza che magari possano diventare di più con con il vostro aiuto. :-)

1. Dispositivi e strumenti di browsing

Una delle informazioni più semplici da ottenere è quella relativa ai dispositivi di browsing attualmente utilizzati dagli utenti del sito. E' importantissima questa informazioni per capire in che percentuale vengono utilizzati i dispositivi mobile o tablet o per capire la miglior risoluzione dello schermo su cui basare il design.

Domande:

  • Qual è la percentuale di utenti mobile e tablet?
  • Qual è il trend del traffico da dispositivi mobile e tablet sul sito?è in aumento?
  • Qual è il  tempo medio di permanenza sul sito degli utenti mobile e tablet?
  • Che frequenza di rimbalzo si riscontra nei diversi dispositivi?
  • Quali sono le sezioni del sito più visitate dagli utenti mobile? e tablet?
  • Che conversion rate hanno i tablet e i dispositivi mobile?
  • Quali sono i browsers più utilizzati per navigare il sito?
  • Qual è la distribuzione delle visite per le diverse risoluzione dello schermo?

2. Percorsi di navigazione

Analizzare e conoscere i percorsi di navigazione attuali, permette di distinguere tra quali sono i processi critici e che vale la pena di rivedere da quelli che funzionano bene e che si potrebbero modificare in maniera minore. Ad esempio nel restyling di un e-commerce se si scopre che il funnel di conversione negli ultimi 5 step ha un rendimento soddisfacente, probabilmente non ha senso modificarli ma concentrarsi nelle fasi precedenti del processo di acquisto.

Domande:

  • Quali sono le sezioni del sito dove atterrano gli utenti?
  • Qual è la percentuale degli utenti che atterrano in homepage?
  • Quali sono le voci di menù più cliccate?
  • Quali sono le pagine a più alto bounce rate?
  • Quali sono le pagine che portano utenti verso l'azione di conversione?
  • Qual è il tasso di conversione globale del sito?
  • Quali sono i tassi di conversione segmentati tra le diverse sorgenti di traffico?
  • Il funnel del processo di conversione evidenzia dei passaggi critici?

3. Interesse e gradimento degli utenti sui contenuti:

 

Controllare i dati sul gradimento dei contenuti da parte degli utenti può dare delle informazioni oggettive per capire quali sono i contenuti più letti e quindi da mettere maggiormente in evidenza o eventualmente da espandere. Se invece si registrano dei contenuti che deludono in termini di performance potrebbe essere utile ristrutturarli, ripensarli o addirittura eliminarli.

 

 

Domande:

  • Quali sono le sezioni più visitate del sito?
  • Quali sono i contenuti che riscontrano maggiore gradimento?
  • Quali sono le aree del sito meno visitate?
  • Quali sono le aree del sito che generano meno conversioni?
  • I contenuti audio e video sono ritenuti interessanti?
  • I contenuti promozionali e che spingono la conversione hanno l'effetto desiderato?

4. Utenti nuovi o utenti fidelizzati

Un'altra importantissima informazione è quella relativa agli utenti nuovi e di ritorno: progettare un sito web di un'azienda con visitatori sempre nuovi, sarà diverso rispetto ad un sito che si rivolge ad un'utenza fidelizzata e che conosce bene l'azienda, i suoi prodotti e servizi. Analizzare il traffico sul sito distinguendo questa due categorie di utenti può fornire dalle dritte da non farsi sfuggire.

 

 

Domande:

  • Qual è la percentuale dei nuovi visitatori rispetto a quelli di ritorno?
  • Con quale frequenza gli utenti ritornano sul sito?
  • Qual'è la bounce rate degli utenti nuovi e dei visitatori di ritorno?
  • Quali sono gli entry point degli utenti nuovi e di ritorno?
  • Quali sono i contenuti e le sezioni più viste tra i nuovi visitatori e tra i visitatori di ritorno? Ci sono delle differenze? Perchè?
  • Quali contenuti navigano gli utenti che visitano più spesso il sito?
  • Quali sono i contenuti e le sezioni meno viste dagli utenti nuovi e quelli di ritorno?
  • Qual è la conversion rate degli utenti nuovi e di ritorno?

5. Traffico da motore di ricerca:

 

I motori di ricerca spesso sono un'importante fonte di traffico ed è importante capire se gli utenti che arrivano da motore hanno un'esperienza agevole e se l'azienda in grado di mantenere la promessa fatta nelle SERP. Inoltre è possibile capire qual'è l'attuale visibilità del sito web ed eventualmente prevedere delle attività SEO in fase di redesign.

 

Domande:

  • Quali sono le parole chiave che portano più traffico?
  • Quali sono le parole chiave che generano più conversioni?
  • Quali sono le parole chiave a più elevato bounce rate?
  • Quali sono le landing pages e le sezioni dove atterrano gli utenti che arrivano da motore?
  • Quali sono i principali cluster di parole chiave e quanto impatta ciascuno in termini di traffico?

6. Traffico da siti esterni:

I dati di traffico dei siti esterni (referral) perchè permettono di capire quali contenuti ricevono link da siti esterni e che quindi potrebbero essere considerati contenuti importanti per gli utenti.

Domande:

  • Quali sono i siti che portano maggiore traffico?
  • In quali pagine del sito atterrano gli utenti?

7. Social network:

I social network possono essere per moltissime aziende un mezzo di dialogo con gli utenti importante e che può essere argomento di discussione durante il redesign del sito web.

Domande:

  • Qual è la percentuale di utenti al sito che arriva dai social media?
  • Quali sono i social media che portano più traffico?
  • Quali sono le pagine che sono in grado di attrarre maggior traffico?
  • Qual è la bounce rate degli utenti che arrivano dai social network?
  • Quali sono i contenuti più sociali? Con che interazioni svolgono gli utenti (like?share?)?
  • Qual è la bounce rate degli utenti che arrivano dai social network?

Altri post sul restyling dei siti web:

Restyling di un sito web: non solo grafica e vecchie scarpe da buttare.
Restyling di un sito web e SEO: un’occasione da non perdere ma attenzione a non fare disastri!

 

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  • Ciao Andrea,
    bel post (i miei insegnamenti non sono stati vani gli anni passiti :P, scherzo) ma secondo me manca un fattore chiave: la concatenazione delle risposte alle tue domande secondo l’occhio del Web Analyst. La parte qualitativa, oltre a quella quantitativa, è molto importante onde evitare il classico “io ti do i dati e poi arrangiati”. Inoltre aggiungerei la clusterizzazione di alcune variabili richieste.

    Ciao,

    E.

  • Davvero molto interessante. Se poi togli anche l’apostrofo da “qual’è” è un post perfetto.

  • @Enrico
    Eh eh eh, ho avuto dei buoni maestri man!
    sono d’accordo con te: il dato in sé non serve a nulla: il web analyst riesce invece a tramutare il dato in un’indicazione utile. E’ un po’ come i report: a che servono dei report che parlano delle visite come dei fenomeni atmosferici? Il reale valore della web analytics è l’occhio dell’analista e le indicazioni che derivano dai dati, più che l dato stesso. 🙂
    Che cosa intendi per clusterizzazione di alcune variabili?
    @Antonio
    Correggo subito 😛

  • Per clusterizzazione intendo l’aggregazione in matrici di variabili che presentano aspetti simili. Per esempio è da legare il concetto ricerche brand (quantitivo)+traffico diretto (quantitativo)+pagine di atterraggio (qualitativo) in caso, ad esempio, di advertising off line.
    I cluster ti servono per capire sia quali siano gli elementi del sito che funzionano sia a determinare la tipologia di utenti/visitatori che lo raggiungono.

    Spero di essere stato chiaro 😛

    Ciao

    E.

  • Pingback: Analytics si prepara a registrare la dimensione della finestra? • Google Analytics in 30 secondi()

  • giovanni guerra

    prima domanda: mi può fornire gli accessi ad Analytics?

  • Ciao Andrea,
    come di consueto sul tuo blog i post sono sempre brillanti, questo poi è un vero e proprio vademecum per chi si appresta ad un restyling, sia esso di una pagina, di un processo o dell’intero sito, complimenti 😉

    Ho trovato molto interessanti le considerazioni di Enrico che quoto, ne approfitto per aggiungere altra carne al fuoco.

    Porsi queste domande è un ottimo punto di partenza, interpretare correttamente i dati contestualizzandoli nella realtà aziendale però è un altro paio di maniche, richiede tempo e si tratta di un’attività che va pianificata con adeguato anticipo: spesso infatti, oltre ai dati dei sistemi di web analytics, per comprendere i fenomeni in corso online/onsite e isolarne le cause è necessario mettere sul tavolo altri elementi che supportino l’analisi, come ad esempio piano media online e offline, analisi sulle quote di mercato del brand, survey sul gradimento dei prodotti e molti altri strumenti in uso da marketer “classici”.

    E per chi opera solo online? A mio parere valgono le stesse considerazioni, volenti o nolenti anche i pure player online presidiano altri canali per customer care, promozione e consegna, e ognuno di essi influenza il comportamento online. Il contesto di analisi dell’esperienza utente va quindi oltre il sito e di pari passo dovrebbe andare l’analisi, che ne pensi?

    A presto,
    Daniela

  • Ciao Daniela,

    ti dò assolutamente ragione: ci sono una grandissima mole di informazioni e di “know how” aziendale che è necessario al web analyst per fare il proprio lavoro.
    Se vogliamo quello che hai aggiunto non è nient’altro che una prosecuzione del discorso di Enrico:
    1- il web analyst deve interpretare i dati e dare spunti utili;
    2- chiaramente per farlo ha bisogno di molte informazioni.

    Ad esempio:
    per interpretare i valori del conversion rate di un’ecommerce è necessario avere sottomano il calendario commerciale poichè molto spesso delle promozioni tipo “free shipping” o i saldi, possono far schizzare i valori delle conversioni senza necessariamente avere del traffico in ingresso che ti aiuta a capire che c’è un’attività in atto.

    Con Google analytics l’uso delle annotazioni condiviso con i diversi dipartimenti può essere una vera manna dal cielo 😉

  • Potete credere che ci sono delle persone che non credono nelle applicazioni per gli smartphones? A me e successo quando ho proposto al mio boss di sviluppare uno sito su mobile. E non ha voluto.