E-commerce e SEO: come sfruttare al meglio la navigazione a faccette

Una della più diffuse di strutture di navigazione per e-commerce è il sistema di navigazione a faccette: che permette attraverso una selezione degli attributi di interesse di ottenere il risultato ricerca desiderato.

Ottenere una navigazione a faccette efficace per i motori di ricerca prevede un buon lavoro di progettazione web, in questo post riassumo i passi principali per ottenere un buon sistema di navigazione a faccette:

  1. Scegli le dimensioni che descrivono meglio il tuo prodotto
  2. Identifica quali filtri ed incroci sono utili per la SEO
  3. Fornisci al motore una struttura più "snella" con le URL interessanti
  4. Integra i listing con contenuti e meta che contestualizzino i risultati ricerca
  5. Verifica gli aspetti tecnici sulle paginate

 

1. Scegli le dimensioni che descrivono meglio il tuo prodotto

Per ottenere una buona navigazione a faccette è pertanto importante conoscere bene i prodotti e creare un archivio strutturato all'interno del PIM (o DAM - per dettaglio vedi qui) che colleziona tutte le informazioni sul prodotto e la sua tassonomia.

Di seguito un possibile esempio di dimensioni per un e-commerce nel settore della moda:

  • Categoria/e;
  • Sotto-categoria/e;
  • Taglia (meglio se razionalizzato con una conversione tra diverse scale taglia);
  • Colore (meglio se codificato in macro insiemi);
  • Materiale (meglio se soltanto i più importanti e caratterizzanti come pelle, cachemire, ecc.);
  • Stagione: (se autunno inverno o primavera estate);
  • Modo d'uso: (negli abiti ad esempio di potrebbero essere quelli formali, da cocktail ed informali; le scarpe da ginnastica o da serata, ecc.);
  • Occasione di acquisto: regalo per lui/lei, festa del papà, festa della mamma, San Valentino, ecc.
  • Fitting;
  • Motivo: a quadri, a righe, a pois, fantasia, ecc.
  • Prezzo: meglio se per fasce o attraverso un sistema di filtro
  • In promozione: sì/no
  • ecc.

2. Identifica quali filtri ed incroci sono utili per la SEO

Una volta definite le dimensioni e i valori che queste possono assumere, è necessario valutare quali incroci di dimensioni ed incroci possono essere utili per la SEO, ovvero quali risultati ricerca del sito possano coincidere con ricerche degli utenti su Google fornendo un numero di prodotti sufficiente per ingaggiare l'utente ed essere interessanti.

 

schema-dimensioni-navigazione-faccette

 

Qui sotto un esempio di come yoox.com al momento gestisce la logica dell'indicizzazione dei filtri nella pagina "abbigliamento uomo":

filtri-utili-alla-SEO-yooxcom

3. Dai al motore una struttura più "snella" soltanto le URL interessanti

Lo step successivo è quello di "potare" i rami secchi dell'alberatura per lo spider (questa è una cit. dell'esimio ex-collega-mentore-maestro-di-vita Piersante Paneghel), ovvero semplificare l'architettura per il motore di ricerca ed evitare di "portare a spasso" il motore di ricerca verso URL con parametri inutili poi canonizzate e "ripulite" attraverso il Google Search Console: è vero che si riesce ad evitare la duplicazione, ma sicuramente non è la soluzione migliore poichè si mostra un'architettura di link e pagine più "annacquata" costringendo il motore ad indicizzare pagine diverse per poi "fonderle" tra loro.

Occorre quindi gestire i link di accesso in due modi:

  • i link verso risultati ricerca da indicizzare, saranno mostrati con normali link con delle URL riscritte;
  • i link verso i listing non necessari per la SEO, vengono resi disponibili all'utente con dei caricamenti dinamici AJAX, ma senza fornire una URL esplicita nell'attributo HREF del tag A.

In questo senso la soluzione di YOOX.com è quella che mi piace di più per la pulizia di implementazione.

Di seguito il dettaglio di un link indicizzabile:

link-spiderizzabile-2-navigazione-faccette

Questo invece un link con il "blocco" per lo spider:

link-spiderizzabile-1-navigazione-faccette

4. Integra i listing con contenuti e meta che contestualizzino i risultati ricerca

Zalando ha sempre mostrato grande attenzione ai copy per la SEO e, sebbene abbia agito in passato con tecniche un po' spinte, è riuscito sicuramente a fare un ottimo lavoro e a trovare un equilibrio per la qualità: ha una struttura di contenuti per la SEO solida e presenta i testi introduttivi non solo per le pagine di categoria, con nell'esempio sotto "Scarpe" con la contestualizzazione del momento di stagione "Scarpe in saldo da uomo"


zalando-category-page

Ma anche con i testi per l'incrocio tra "brand" e "categoria" merceologica, "Scarpe da uomo in saldo Adidas"

zalando-brand-category-page

 

5. Verifica gli aspetti tecnici sulle paginate

Ultimo ed immancabile "cavallo di battaglia" per l'architettura SEO dei cataloghi e-commerce è la pagination, che pone ai SEO il problema di avere per uno stesso tema-pagina più URL che compongono il listing completo di tutti gli item.

 

L'errore più comune, specificato anche nel blog dei Webmaster di Google è quello di impostare un canonical verso la paginata 1 per le paginate successive (qualche riferimento qui e qui):

canonical-page1

Specifying a rel=canonical from page 2 (or any later page) to page 1 is not correct use of rel=canonical, as these are not duplicate pages. Using rel=canonical in this instance would result in the content on pages 2 and beyond not being indexed at all.

 

Le due soluzioni da poter adottare sono:

1- l'impostazione del tag rel=canonical per una vista "View all" con tutti gli item contenuti in quella ricerca

2- l'utilizzo dei metatag next e prev per indicare al motore di ricerca che si tratta di una paginazione.

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  • Daniele

    Io di YOOX amo il sistema di URL rewriting…dev’essere un drago chi ci ha messo mano… 😀