Il SEO è inutile. Forse. O forse cambierà soltanto…

E' passato un po' di tempo da quando ho scritto questo articolo.
Il mondo del digital è sempre in evoluzione e potresti trovare delle informazioni non più aggiornate.

Da quando sono entrato nel mondo della SEO, ho sempre dovuto scontrarmi periodicamente sulla diatriba: il SEO è inutile oppure il SEO è una non-scienza fondamentale nel ciclo di vita di un sito?

Qui qualche esempio di recenti discussioni sull'argomento:

Anche IAB forum è stato teatro di una forte affermazione effettuata dal CEO di una delle realtà search più importanti d'Italia, WebRanking, il quale afferma che molto probabilmente a breve il lavoro del SEO per “ottimizzare” un sito web lascerà spazio ad una progettazione Search Engine Friendly.

Immagine 2

Immagine tratta dalla presentazione di Nereo Sciutto – WebRanking @ IAB Forum 2009

Sono assolutamente d'accordo con l'affermazione di Nereo Sciutto, ma facciamo un passo oltre:

Come potrebbe essere eseguita una progettazione SEF senza l'ausilio di un SEO?

Quali sono le competenze necessarie ed in che ruoli?

Insomma...chi farebbe la SEO se non ci fossero i SEO?

Membro 1 del team: Information Architects

Gli information architects, o in generale coloro che decideranno la struttura informativa del sito web, dovranno conoscere i concetti fondamentali del SEO: definire il numero di contenuti, il loro labeling, com'è strutturata la gerarchia informativa è molto importante per un buon successo del progetto nei motori di ricerca.

Chi si occupa di IA, quindi, sarà incaricato ad eseguire uno studio preliminare delle parole chiave per capire al meglio le aree di interesse potenziale degli utenti in target per poi definire un insieme di pagine informative sulle tematiche scelte che siano coerenti con la struttura gerarchica del sito web.

Sempre gli information architects, o in generale chi si occupa di wireframes, dovranno conoscere gli elementi necessari in pagina per ottenere delle buone perfomance nei motori di ricerca. Dovranno, quindi:

  • spingere per inserire sempre un titolo ed un testo introduttivo diverso per ogni pagina;
  • ricordarsi che tutte le pagine del sito dovranno andare linkate con link semplici HTML;
  • evitare la presenza di troppi link in pagina;
  • evtare troppe pagine 'hub' scarne di contenuti;
  • ecc.

Membro 2 del team: Sviluppatori web

Gli sviluppatori, o in generale coloro i quali montano i mock-up grafici su HTML, dovrebbero invece conoscere come si struttura un documento nel modo corretto ed orientato all'accessibilità con l'utilizzo:

  • di markup semantico;
  • di Javascript in modo non intrusivo;
  • di librerie quali Mootools, Jquery per creare effetti grafici ed interattivi (provare per credere );
  • ecc.

Membro 3 del team: personale IT

Il personale IT, o in generale chi si occupa delle scelte tecniche ed infrastrutturali, dovrebbe conoscere:

  • quando e come usare gli strumenti di redirect HTTP;
  • i CMS SEO compliant e gli eventuali add-on di terze parti per risolvere le problematiche classiche come URL rewriting, Google Sitemap.xml, ecc.
  • ecc.

Membro 4 del team: Copywriter

I copywriter, o in generale chi si occupa della redazione dei testi, dovrà fare molta attenzione nella stesura dei contenuti prestando attenzione a:

  • scrivere dei testi che 'piacciano' ai motori di ricerca;
  • aggiungere sempre un testo alternativo ed una didascalia alle immagini;
  • definire sempre title e description in modo puntale sulla base delle parole chiave definite nelle fasi precedenti;
  • linkare sempre le risorse correlate all'interno del testo con degli “anchor text” ottimali;
  • inserire link a risorse esterne solo se realmente autorevoli;
  • ecc.

Membro 5 del team: Ufficio Stampa/Pubbliche Relazioni

L'addetto dell'ufficio stampa, o in generale chi si occupa delle pubbliche relazioni nel web, dovrà:

  • scrivere dei comunicati stampa per le testate on line pensato per il web con dei link contestuali all'interno del testo;
  • richiedere ai gestori di altri siti l'inserimento o la revisione di eventuali link non ottimizzati;
  • sfruttare ogni attività verso l'esterno, come ad esempio cobranding, partnersip, ecc. come occasione per l'inserimento di link verso il sito web;

Infine, una dedica alle agenzie di comunicazione.

Inoltre, a livello di orientamento al progetto le agenzie di comunicazione dovrebbero sapere quando è il momento di utilizzare Flash e quando, invece, ci si deve affidare a HTML+CSS: fare siti fortemente orientati alla vendita con la tecnologia Adobe sembra una scelta infelice, ma ahimè ci sono parecchie realtà che lo hanno fatto.

Conclusione:

In conclusione mi sento di dire che sicuramente il mondo del web potrebbe sopravvivere anche senza i SEO, anzi forse potrebbe essere anche un mondo migliore :-)

Va detto, però, che se un progetto web ha la forte necessità di essere visibile nei motori di ricerca, il team di lavoro che andrà a ideare, progettare e sviluppare dovrà avere le competenze necessarie a destreggiarsi senza il bisogno di un maledetto SEO.

Secondo voi il mercato è ancora pronto per questo salto nel buio o ci sarà sempre bisogno di un consulente o una persona che accompagni il processo di produzione e gestione di un sito web?

IMHO non credo che il web possa privarsi di figure fortemente specializzate nei motori di ricerca, probabilmente però il mestiere del SEO cambierà e da puro e semplice “ottimizzatore di chiuordz a posteriori” diventerà uno strategico “accompagnatore dei progetti” dove fin dal loro inizio potrà dare suggerimenti, anche in decisioni importanti, per ottenere un prodotto visibile e performante nei motori di ricerca.

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  • Grande! Sono diversi mesi che combatto questa crociata e mi fa molto piacere che ci sia qualcuno che la pensi come me.

    Per voler rimanere alla metafora IAB/TSW il SEO è il direttore d’orchestra di tutte le figure da te individuate. Il suo è un ruolo trasversale ma strategico.

  • @andrea serravezza
    Grazie del commento Andrea!
    Diciamo che la metafora TSW è estesa non solo ad Search, ma anche ad altri tipi di servizi tipo la reputazione, usabilità, ecc.
    Però credo che il nostro lavoro cambierà e probabilmente in modo ancora più qualificante rispetto ad oggi, dove molto spesso siamo ancora percepiti come “quelli della chiuordz” 🙂

  • Io credo in quello che hai descritto così bene e cioè che l’agenzia debba essere SEO oriented!
    Poi in agenzia ci deve essere un responsabile, un seo specialist se vogliamo, che diriga e che risponda della bontà del lavoro.
    Aggiungerei anche altri 2 attori per arrivare all’agenzia SEARCH oriented: il sem specialist per curare le campagne di Keyword Advertising e il “membro esterno”, ovvero il cliente che produce UGC consapevolmente.

  • Giusy Veneto

    Andrea, sono assolutamente in sintonia con il tuo pensiero per cui largo spazio al nuovo SEO che spero abbia finalmente un’immagine più qualificante e completa rispetto all’attualità. Io parlo soprattutto del SEO in azienda che molto spesso è visto con preoccupazione perchè difficilmente “inquadrabile” o “gestibile” proprio perchè trasversale. Ma ovviamente il concetto si estende anche al resto 🙂

  • Ciao Andrea

    Io penso che buona parte del tempo di un SEO debba essere speso in formazione.
    Oggi parliamo di IA, di Keywords, di copywrite, di SEF solamente perchè i SEO hanno sensibilizzato le diverse figure da te elencate al tema dell’ottimizzazione.
    Ma il SEO è una figura in continuo movimento, quando tutte queste componenti che oggi ci appaiono come “fondamentali” per la SEO verranno finalmente assimilate, ecco che il SEO se ne uscirà con una nuova.

  • Mi scontro ogni giorno con gente che sostiene tecniche nuove, che denigra quelle esistenti e che propone una marea di cose superflue.

    Non è quello che usi a fare la differenza, ma l’uso che ne fai. E devi saperlo usare BENE.

    Purtroppo molti parlano, pochi agiscono realmente.

    Alex

  • Copio Alex

    per il resto, a tutti i miei migliori auguri 🙂

  • C’e’ veramente qualcosa di anomalo in questo articolo (sembra quasi ti contraddici). A parte questo dissento con quanto detto dal Sig. Sciutto. Dove ha vissuto fino ad oggi?

    Quando dice “SEO per ottimizzare un sito web lascerà spazio ad una progettazione Search Engine Friendly.” sembra come se non abbia mai curato un progetto sin dallo stato embrionale, il quale necessariamente implica pensare, progetare e sviluppare un sito web in modalita’ SEF.

    Detto questo la tendenza italiana, come per tutte le cose e’ quella di accorpare, risicando e rosicando ovunque si pensi non sia necessario, ma la risposta e’ no. Il mercato non e’ ancora pronto per una cosa di questo tipo e anzi una forte specializzazione della struttura in un solo comparto e’ quello che normalmente avviene all’estero.

    Perche[ quindi avere una struttura (web agency) polimorfa e non creare invece delle singergie tra la web agency e la seo agency … marletimg agency e via dicendo?

  • @Andrea Moro
    Grazie Andrea per l’ottimo spunto di riflessione.
    Ovviamente il mio post era un po’ ironico, più che contraddittorio…
    Nel post illustro quali sarebbero le competenze che le persone dovrebbero avere in modo trasversale per riuscire a non avere bisogno di un SEO: forse è una cosa che difficilmente accadrà anche nel futuro, sia nel panorama italiano che internazionale. diffido molto dai “tuttologi” che sanno tutto di tutto. 🙂
    Forse però il mio modo di scrivere non è brillante al massimo (ammetto i miei limiti…)
    ti riporto la mia conclusione:
    “probabilmente però il mestiere del SEO cambierà e da puro e semplice “ottimizzatore di chiuordz a posteriori” diventerà uno strategico “accompagnatore dei progetti” dove fin dal loro inizio potrà dare suggerimenti, anche in decisioni importanti, per ottenere un prodotto visibile e performante nei motori di ricerca.”
    Credo che consulenza e sinergia saranno la vera chiave di lettura nel futuro: è questo quello che chiede il mercato, già adesso.
    Concludo:
    Non so come operi il Sig. Sciutto, ma credo che abbia sicuramente avuto come nella mia personale esperienza, clienti che chiedono un intervento a priori piuttosto che a posteriori.
    Questo approccio, però, rispetto a qualche anno fa è sicuramente un grosso passo in avanti generazionale, non trovi?
    Io ne parlavo sicuramente in tempi non sospetti e non sono il solo, anzi…probabilmente lo dicevi anche tu 🙂

  • Voglio commentare questo post così:
    realizzare un progetto web senza seo è come avere una ferrari chiusa in garage e non poterla usare.
    Non so se hai notato ma oggi sono in vena di metafore! 😀
    Secondo me, con la tua conclusione, hai colto nel segno lo scenario futuro del mestiere del seo.

  • Io credo che la SEO, portata avanti dai cosiddetti ‘professionisti delle serp’ con le consuete tecniche (sono sempre le stesse) perseguite ai limiti del parossismo, pecchi di una sola incongruenza di fondo: pur lavorando sui contenuti, si rivolge prevalentemente ai motori di ricerca ma poco alla gente, il che equivale a darsi la zappa sui piedi da soli. Pensiamo che i contenuti rivolti eslusivamente ai motori siano più importanti del comunicare un concetto o vendere un prodotto? Beh, amici miei mi spiace, ma siamo destinati a fallire. Laciamo la SEO estrema a chi non ha niente da dire, ma comunichiamo con meno tecnicismo e con più entusiasmo. Solo dopo questi presupposti sarò felice di essere considerato un SEO.

    p.s.

    siamo tutti destinati a scendere e a salire, e questo succede tanto in borsa quanto su Google (l’associazione mi è venuta spontanea, non pensate a male! :-). Inoltre, nessun motore di ricerca vi premierà con una medaglia, per quanto ‘sensitive’ esso possa essere!

  • Zatteo

    Grazie del post, interessantissimo! Nella mia azienda il SEO viene ancora visto come una fase inserita alla fine di un progetto… E ho sempre sostenuto che non c’è niente di più sbagliato…
    Comunque, a vedere da come lavorano i ragazzi della mia area, preparatissimi, per carità, nel loro campo ma che non si sono probabilmente mai posti il problema di lavorare con una metodologia che strizzi l’occhio ai motori, i SEO avranno ancora molto da lavorare 🙂

  • Ciao Andrea e mille grazie per aver ripreso ed esteso la discussione!

    Una precisazione importante per evitare fraintendimenti: è ovvio che i SEO saranno parte integrante di un gruppo di lavoro che ha lo scopo di creare nuovi siti SEF.

    Quello che dico è che oggi siamo pronti a lasciarci alle spalle il lavoro di adattamento forzato di siti nuovi che nascano inaccessibili e ostili a Google per passare a seguire (idealmente) solo lo sviluppo di nuovi siti pensati (anche) per i motori di ricerca.
    Purtroppo “il mercato” è ancora poco acculturato e commette errori di gioventù per poi correre ai ripari. Finché sarà possibile andiamo avanti ma se la concorrenza fosse più accesa un sito ottimizzato a posteriori verrà soverchiato da una buona schiera di siti che nascano SEF che andranno per forza di cose molto meglio.

    @Andrea Moro: ti prego, “sig. Sciutto” fa un sacco vecchio 😉
    In pieno spirito social proporrei di passare al “tu”, io inizio, spero non sia un problema.
    In risposta alla tua critica: dai un occhio al mio curriculum, chiedermi dove ho vissuto finora è decisamente ingiusto 😉
    E’ ovvio che in più di un decennio di lavoro in questo settore ho visto anche cose inenarrabili ma oggi ti posso garantire che richieste di siti SEF non sono la normalità ma dovrebbe! Mannaggia 😉

    Ciao!

  • quando scrivevo che in un mondo perfetto, Derek Powazek potrebbe pure avere parzialmente ragione (qui, per la cronaca) mi riferivo esattamente a questo.

    il fatto è che i tempi sono assolutamente prematuri per poter fare a meno di un SEO, ovvero di una figura che possa aiutare tutte le altre a fare la propria parte in una search engine friendly way 🙂

  • Yes Stefano, i SEO rimarranno ma è il loro lavoro che spero cambi: dall’attività di ottimizzazione di siti sciagurati altrui alla partecipazione a progetti che ne creino di nuovi SEF.

    Tutto qui.
    E’ molto diverso dire che la SEO è “finita” rispetto a dire che per i SEO la vita è ancora moooolto lunga e florida 🙂

  • @Andrea Vit

    Nella mia personale esperienza, di contro, sono sempre stato io a proporre sin dall’inizio servizi SEO e quindi costruire e progettare il sito web in maniera friendly senza doverci rimettere mani.
    E questo lo facevo gia’ dal 2004, quando ancora la parola SEO era una cosa grossa.

    Cmq si, il fatto che sempre piu’ aziende (clienti e consulenti) si stiano orientando su un approccio preventivo che paleativo e’ sicuramente un buon segno che il mercato e’ maturato.

  • @Nereo … vada per il socal TU TU TU TU 🙂
    Ci mancherebbe altro, e’ che non avendo mai dialogato non sapevo come pigliarti.

    No, non guardo il tuo CV. Mi fido 😀 e condivido la tua preoccupazione a cui aggiungo ancora una volta le mie perplessita’ sul mercato italiano. A questo punto c’e’ da chiedersi di chi e’ la colpa, se dei tutologi tirati in campo da Andrea, che spesso rovinano il mercato, oppure delle orecchie dure e i portafogli incollati dei piccoli imprenditori.

  • @RedCopy

    vero quello che dici, ma e’ anche vero – e questo vale per tutti – che oggi non si deve piu’ parlare di SEO ma di SEM.
    Bisogna iniziare a guardare oltre i fattori on page e la link building e integrare sempre di piu’ i vari strumenti social che ci vengono offerti.
    E qui verra’ nuovamente rimarcata la differenza tra il professionista – che si aggiorna – e il tuttologo che fa qualcosa spesso per hobby o che lavora solo grazie a zampate e conoscenze varie, che letto qualche articolo spara via preventivi e distrugge il mercato.

  • @Andrea Moro

    D’accordissimo con te Andrea. Permettimi solo di aggiungere che SEO, SEM o SMO alla fin fine sono soltanto sigle. Io dico, piuttosto, si faccia Marketing con la M maiuscola e si dia al cliente una ragione tangibile per aver fiducia nella figura del consulente di web marketing. Questo presuppone non solo il mostrargli quando il suo sito sia salito in visibilità, ma anche che quello che i visitatori vi trovano scritto è oltremodo interessante (mi riferisco in particolar modo alla description). Tanto più che lo si è potuto constatare con l’esperienza: i motori puntano più sui contenuti reali e non ‘strillati’, piuttosto che che sull’over-optimization, anche fisiologica, delle keywords.

  • Pingback: prendetelo più SEOriamente – monkey#6()

  • Ti quoto @RedCopy

  • Pingback: Che strada prenderà la SEO?()

  • Salve sono un web marketing manager da 4 anni, con un focus in Seo strategies.

    Ad oggi tutti i progetti internnet importanti nascano in ottica seo per un motivo molto semplice google rappresenta circa il 50% di traffico in entrata.

    Per questo motivo sarebbe veramente una miopia marketing non progettare un progetto web escludendo le logiche SEF.

    La vera novità dei progetti web non è utilizzare tecniche seo, ma capire come creare un’idea innovativa in grado di autogenerare contenuto semantico in modo da autoposizionarsi sfruttando la long tail 🙂

    A presto

  • Federico C

    “autogenerare contenuto semantico in modo da autoposizionarsi sfruttando la long tail” non credo sia la vera novità…anzi forse è il passato…

  • Ciao Federico,
    in molti casi la long tail viene generata in automatico utilizzando script/robot…. l’autogenerazione di contenuto semantico sono vermante pochi ad averlo 🙂 in quanto dipende molto dal sito!!!

    Faccio un esempio, in questi ultimi mesi molte società con competenze seo stanno realizzando magazine partecipativi (cioè recensioni scritti da utenti) in modo da costruire siti a forte contenuto testuale e video in grado di posizionarsi su chiavi principali ma nello stesso tempo anche su long tail:

    http://it.ewrite.us/
    http://www.saperlo.it/
    http://music.fanpage.it/

    La cosa interessante sarà vedere con il nuovo algoritmo di google cosa succederà alle long tail fasulle 😛

    A presto