Quella maledetta scelta della taglia: alcune idee per migliorare la customer experience
E' passato un po' di tempo da quando ho scritto questo articolo.
Il mondo del digital è sempre in evoluzione e potresti trovare delle informazioni non più aggiornate.
La grande sfida per i player della moda online è quella più avvicinare il più possibile l'esperienza di acquisto nei negozi fisici rispetto a quella dell'online store. Storicamente uno dei più grandi gap da colmare rispetto all'off-line è l'impossibilità per i clienti di provare il prodotto prima di acquistarlo e sembra che i principali player online vogliano vincere a colpi di innovazione questa dura battaglia ed "abbattere" questo muro.
La ricerca Internet Shoppers Survey condotta da Fits.me mostra come l'insicurezza sulla taglia da acquistare e l'impossibilità di provare il prodotto rappresenti più del 60% dei grattacapi degli utenti che acquistano abbigliamento online.

A conferma di questo la ricerca Quarterly Fashion Returns Review di IMRG e Clear Returns, mostra come i problemi di vestibilità rappresentano una delle principali cause di reso

con alcune categorie di prodotto particolamente ostiche, come ad esempio gli abiti ed il "top-wear" che sembrano soffrire maggiormente del problema rispetto a scarpe e camicie.

I problemi di vestibilità hanno impatti negativi per due principali aspetti: il primo è sicuramente quello economico.
I costi di gestione del reso sono importanti e rappresentano una voce di spesa piuttosto pesante nel bilancio di un e-commerce. La ricerca di IMRG e Clear Returns afferma che generalmente il decremento dell'1% del tasso di reso equivale ad un incremento dell'1% di profitti. Nick Robertson di Asos in una recente intervista ha affermato che il calo dell'1% del tasso di reso equivale a circa 10 milioni di sterline di guadagni per il colosso inglese.
Un altro aspetto importante è quello reputazionale: l'acquisto di un prodotto di taglia errata, specie se in periodi con disponibilità di prodotti limitata, è da considerarsi un'esperienza negativa per l'utente finale.
Il mercato della moda sta vedendo una vera e propria esplosione nella vendita online e l'ostacolo della non "indossabilità dei prodotti" è diventata quasi un'opportunità. La vera sfida da cogliere è quindi quella di fornire all'utente tutte le informazioni necessarie per fare in modo che la scelta della taglia del capo che sta acquistando non sia una vera e propria scommessa, ma un'operazione semplice e senza molte incognite.
In questi ultimi mesi infatti diverse nuove soluzioni stanno emergendo sopratutto legate alla funzionalità di "virtual fitting" per l'e-commerce, di seguito ho raccolto alcuni esempi che ritengo interessanti:
1. Servizi esclusivi per gli utenti
Frank and Oak offre un servizio un po' "costoso" dal punto di vista logistico ma di sicuro valore per gli utenti: iscrivendosi al "The Hunt Club" è possibile richiedere ogni mese la prova gratuita a casa dei prodotti. Per poter ottenere il servizio è necessario fornire i dati della carta di credito e i propri dati anagrafici per ricevere i prodotti a casa.

2. Tool di suggerimento della taglia - stile "questionario"
Un altro servizio per gli utenti di Frank and Oak è quello del tool ClothesHorse che, a seguito della compilazione di un semplice questionario, è in grado di suggerire la taglia giusta per il prodotto che sta visualizzando in quel momento.

Un servizio simile è fornito anche dalla startup berlinese Upcload, che è utilizzato nell'e-commerce di "theNorthFace":
Un altro approccio strumento interessante è Virtusize (nell'esempio qui sotto è stata utilizzato dallo store di ACNE Studios): con questo tool per l'utente è sufficiente inserire la taglia di un prodotto simile che si ha nel guardaroba (anche se di un brand diverso) per conoscere la taglia corretta del prodotto che andrà ad utilizzare.

TrueFit offre un servizio simile grazie all'elaborazione massiccia dei dati sulla vestibilità dei capi provenienti da diversi produttori di abbigliamento, è in grado di suggerire la taglia corretta, qui sotto l'esempio di NordStrom:

3. Tool di suggerimento della taglia - User Generated
Oltre ai suggeritori di taglia basati su dati delle case produttrici è possibile fornire suggerimenti per la vestibilità sfruttando i feedback provenienti dagli utenti che hanno acquistato i prodotti.
Questo è l'esempio della fit Survey di Zappos dove sono gli stessi utenti che danno dei suggerimenti sulla vestibilità:

Zalando offre un servizio simile mettendo in evidenza i suggerimenti degli utenti per la scelta della taglia di un prodotto:

4. Informazioni editoriali curate e ben contestualizzate
Le informazioni editoriali sulla vestibilità giocano un ruolo molto importante e senza l'uso di grandi strumenti tecnologici si può dare un supporto efficace agli utenti. Qui sotto l'esempio di Nordstrom che in scheda prodotto offre informazioni evidenti, semplici e facilmente comprensibili.

Le informazioni sulla vestibilità vanno a braccetto con la "size guide": qui sotto l'esempio di Asos.com che offre ai suoi utenti una size guide dettagliata per ogni categoria di prodotto, declinata per sesso. Essa è facilmente accessibile da ogni scheda prodotto ed è un ottimo mezzo per dare agli utenti informazioni utili nel contesto giusto.

Il virtual fitting - una nuova era per una scelta della taglia senza più incognite
Il tema del "virtual fitting" è molto caldo e sembra che l'industria dell'abbigliamento online stia sperimentando strumenti innovativi e davvero potenti, che via via verranno adottati in modo esteso fino a diventare uno standard per l'esperienza di acquisto online.
E' indubbio dagli esempi sopra che ci sono alcuni pionieri che fanno cose davvero interessanti da cui trarre spunti utili. Dal mio personale punto di vista nei progetti che ho la fortuna di respirare dal "di dentro" in ambito fashion, ho avuto la sensazione che le aziende hanno spesso hanno un grande know-how sul prodotto ma che al momento non riescono a trasmetterlo online per rendere più piacevole l' esperienza di acquisto dei propri clienti. Spero vivamente che Virtusize e TrueFit siano soltanto l'inizio di una nuova era per le esperienze di acquisto personalizzate ed una scelta delle taglie online senza più fastidiose incognite.
Viva il virtual fitting, se continuerà ad aiutare gli utenti!






