Le 4 cose (+ le presentazioni) che mi sono portato a casa da The Inbounder

E' passato un po' di tempo da quando ho scritto questo articolo.
Il mondo del digital è sempre in evoluzione e potresti trovare delle informazioni non più aggiornate.

La scorsa settimana il 19 e 20 maggio sono stato a Valencia alla prima edizione di The Inbounder, nella splendida cornice della Ciudad de las Artes y las Ciencias.

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L’evento, magistralmente organizzato da Gianluca Fiorelli e dal team di We Are Marketing, ha affrontato diverse tematiche legate al mondo dell’inbound marketing ed ha registrato la presenza di relatori di calibro internazionale oltre ad alcuni speaker locali e anche 3 italiani sul palco.

Ecco alcune delle presentazioni disponibili sull'account Slideshare di WeAreMarketing:

I principali take aways che ho portato con me in valigia:

1- L’economia del digital ha come moneta di scambio l’attenzione degli utenti

Di contenuti ce ne sono in abbondanza, mentre è l’attenzione degli utenti ed il loro tempo che sta diventando merce di scambio sempre più preziosa.

Attrarre l’attenzione degli utenti con contenuti di ottima fattura, premia sia in termini di engagement che di posizionamento.

Per costruire engagement ci si può avvalere di alcune regole interessanti spiegate nella presentazione di Natalie Nahai (mi sembra non sia disponibile)

2- Il processo evolutivo della SEO è spinto dal machine learning

La SEO sta continuando il suo processo evolutivo, sotto la spinta dell’evoluzione che Google sta avendo in questi anni.

Google grazie a RankBrain è in grado di apprendere dal comportamento degli utenti generando algoritmi dinamici che autoapprendono premiando contenuti con metriche comportamentali positive.

Non è più necessario produrre contenuti ben ottimizzati: è fondamentale costruire engagement grazie al valore dei contenuti: Google e le sue macchine ci stanno giudicando!

3- Più creatività e collaborazione

Le idee e la creatività premiano poichè permettono di ottenere risultati migliori e di pensare in grande: se SEO e inbound marketing sono da sempre delle materie da “smanettoni”, in diverse sessioni si sono visti esempi e case history dove la chiave del successo è stata l’idea e la creatività.

E se da soli non si ha la forza di costruirli, scegliere la strada della collaborazione può dare risultati davvero devastanti.

Lisa Myers ha mostrato alcuni progetti digitali svolti con enti ufficiali del turismo che hanno ottenuto attenzioni importanti con tanto di servizi TV e ovviamente “succosi link” e traffico.

Alcuni esempi di progetti collaborativi:

Insomma...la link building è morta :-)

4- Con gli amici, tutto è più speciale

Oltre all’aspetto formativo è stato un bel momento per stare assieme a tanti amici che ha fatto dell’evento the Inbounder un’ottima occasione per una rimpatriata ed una vacanza rilassante e divertente.

...che dire..Valencia è davvero stupenda.

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