Meta tag keywords: SEO troppo paranoici, non abbiate paura.

E' passato un po' di tempo da quando ho scritto questo articolo.
Il mondo del digital è sempre in evoluzione e potresti trovare delle informazioni non più aggiornate.

ll meta tag keywords è un meta tag che ha lo scopo di raccogliere una serie di parole chiave correlate al documento HTML in cui è stato inserito.

Un esempio di meta tag keywords per l'home page di questo blog potrebbe essere:
<META name="keywords" lang="it" content="blog, andrea vit,seo, sem, search engine optimization, search engine marketing">

Si tratta di una raccolta di meta dati che non sono realmente visibili in pagina, ma che possono essere utili per aggiungere informazioni per arricchire il contenuto della pagina correlando una serie di parole chiave al contenuto della pagina.

Storicamente questo tag è stato utilizzato come strumento per ottimizzare lato SEO le pagine web e rappresentava uno dei fattori on page necessari per ottenere il posizionamento.

Tuttavia ne è stato spesso abusato, e generazioni SEO di vecchia generazione lo usavano esclusivamente per inserire lunghi listati di parole chiave (keyword stuffing) con la conseguente perdita di consistenza delle meta informazioni al suo interno.

Così, con i miglioramenti continui degli algoritmi dei motori di ricerca, questo strumento è passato in secondo piano e sta via via scomparendo nelle pagine web poichè visto come un elemento inutile da valorizzare.

A conferma di questo, basti pensare che in tutto il centro per webmaster di Google non viene assolutamente menzionato come strumento per la tematizzazione e l'ottimizzazione delle pagine.

E nel suo blog ufficiale si afferma:

we generally ignore the contents of the "keywords" meta tag. As with other possible meta tags, feel free to place it on your pages if you can use it for other purposes - it won't count against you.

Sebbene sono in molti a pensare che il meta tag keywords non debba essere inserito nelle pagine poichè potrebbe 'insospettire' il motore per il possibile utilizzo di tecniche 'spammose' o di keywords stuffing, io ritengo invece che avrebbe ancora ragione d'esistere, anche se non direttamente per scopi SEO.

Pensiamo, ad esempio, agli strumenti di ricerca interna di un sito. Potrebbe essere utilizzare le parole chiave inserite nel meta tag per raffinare le ricerche e renderle maggiormente puntuali.

Se, ad esempio, ho una pagina che contiene informazioni sulla "search engine optimization" senza mai menzionare direttamente il suo acronimo, SEO, potrebbe non essere rilevante per una ricerca interna con la query "SEO".

Creare quindi una sorta di thesaurus semplficato del proprio sito attraverso la valorizzazione appropriata del meta tag keywords potrebbe migliorare il comportamento delle ricerche interne per query afflitte dalla presenza di acronimi, polisemie, sinonimie, ecc.

Certo ci possono essere anche altri metodi per poter associare un contenuto a più termini (magari un campo del database invisibile all'esterno), ma mi chiedo perchè Google dovrebbe vedere di brutto occhio questo strumento e obbligando l'oscuramento di questa meta informazione?

Io nel meta tag keywords, non ci vedo proprio niente di male, anche se non avrà finalità dirette lato SEO...

E voi, perchè vi fate ancora inutili paranoie? Se avete bisogno di usarlo, non fatevi problemi, Google non si offende! :-)

Letture sull'argomento:

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  • An

    Infatti a livello europeo (europa.eu ed affini) i keyword metatags sono obbligatori appunto per permettere una migliore indicizzazione dei contenuti da parte del motore di ricerca interno; anzi oltre alle keywords sono previsti anche i meta “Reference”, “Title”, “Creator” , “Language” , “Type” , “Classification” e ” Description”.

  • Sono pienamente d’accordo. Non saranno indispensabili ai fini SEO, ma è un’informazione in più che può tornare sempre utile.

  • @An
    Interessante informazione aggiuntiva, grazie!

    @Francesca
    meno male che c’è qualcuno che la pensa come me 🙂

  • Grazie della citazione, Andrea 🙂
    Attenti però. Ricordatevi che anche il vostro concorrente può leggere le chiavi nel meta.

    Se avete fatto uno studio delle chiavi per un cliente, faccendoglielo pagare, e poi mettete le chiavi nel meta, gli state facendo un torto, perché regalate ai suoi concorrenti quello che lui ha pagato.

    Non dico di non inserirle, badate. Dico solo di riflettere e decidere se questa trasparenza possa essere corretta in tutte le situazioni.

  • @Fradefra
    Bella osservazione, che apre un mondo di considerazioni da “bar SEO”.
    Beh in un certo senso se ci pensi anche il title, però cela lo studio delle keyword, anche se magari in maniera un po’ meno diretta.
    Anche il tagging può rapprensetare uno studio di parole chiave…
    Addirittura si potrebbero anche copiare pari pari title e meta del competitor…
    Cosa già subita in passato da qualche prospect (non acquisito) un po’ furbetto… 🙂
    Come la mettiamo?

  • An

    @andrea chiamare uno furbetto perché crede che nel 2008 per avere “successo” nel web basti scopiazzare qualche keyword qua e là mi sembra sinceramente un esagerato complimento.

    è come a scuola: se uno copia è perché non ci arriva con la propria testa e quindi sarà sempre un passo indietro.

  • @An
    Su questo non ci piove! 🙂

  • Pingback: Miti e leggende SEO #2 - Meta Tag, Ottimizzazione e Posizionamento - Simone Carletti’s Blog()

  • Sono completamente d’accordo.
    Ancora oggi rido quando leggo pagine web con tutti i tag meta addirittura intitle. 🙂