ROI nei social media ed il fantastico mondo del vino del Nord-Est

May 16th, 2010 § 8 commenti

Dopo un po’ di silenzio, ritorno nel blog per offrire uno spunto di discussione interessante stimolato dal mio caro amico Stefano e dalla sua segnalazione di un video interessante “ROI nei social media” pubblicato sul profilo Youtube del progetto Ideatre60 di Accenture.

Durante la conferenza viene chiesto ad Andrea Boaretto, professore del politecnico di Milano che svolge un ruolo fondamentale nelle attività dell’osservatorio della multicanalità e del mobile, come è possibile calcolare i ROI nei social media.

Il ROI delle attività di promozione nei social media sono, infatti, uno dei cavalli di battaglia di chi propone attività di presenza delle aziende nei social network: talvolta con pochi investimenti si vende la chimera di avere grandi risultati.

Ma la verità è diversa: i social media in realtà sono solo un mezzo che ha investimenti tecnologici bassi e quindi garantisce un accesso allo strumento con un piccolo budget.

Ma l’accesso allo strumento non garantisce di per sè delle performance: è necessario prima di tutto stabilire se sia il proprio target sia presente nei social media e quali contenuti/feature possano fare al caso loro.

Infatti, continuare a diffondere gli stessi messaggi dei media tradizionali nei social network potrebbe essere addirittura essere nocivo e controproducente.

Per questo motivo un’attività nei social media non ha solo investimenti in termini di accesso allo strumento, ma anche di una vera e propria rivoluzione aziendale si deve:

  • instaurare una relazione con i clienti con attività simili ad un CRM “colloquiale ed informale”;
  • fornire una serie di contenuti interessanti (ad esempio che ruotano intorno alla sfera della marca o prodotto);
  • mettere veramente la faccia dell’azienda specialmente se essa è afflitta da gravi problemi strutturali che si ripercuotono anche nei social media );
  • si devono fare anche investimenti in altre aree del web marketing a supporto (campagne PPC, ADV, Mail Marketing, SEO ricordiamo Emmelunga? :-) ;
  • e chi più ne ha ne metta.

Insomma un semplice indicatore come il ROI, non sembra di fatto essere lo strumento migliore per verificare i risultati delle attività nei social media…sarebbe troppo semplice un indicatore del genere per valutare i rendimenti di una rivoluzione aziendale!

Volevo porre all’attenzione un settore che a prima vista può essere considerato lontano dai social media: ho visto in questo ultimo periodo le cantine vitivinicole delle zone del Nord-Est (zona dell’universo che adoro profondamente) investire in maniera importante nei social media in alcuni casi con attività di qualità: faccio ad esempio quelle di Vini Santa Margherita di Portogruaro capitanata dall’illuminato Lorenzo Biscontin , e delle Cantine Zonin capitanate dal visionario Francesco.

Queste aziende e queste persone secondo me sono un simbolo della rivoluzione: portare nei campi di vite del Nord-Est l’innovazione tecnologica, il dialogo con i clienti e la valorizzazione del territorio sono un grande passo. Sono sicuro che i bassi costi di investimenti iniziale dal punto di vista tecnologico abbiano rappresentato un plus per avviare attività nei social media, ma una rivoluzione aziendale non si inventa, si costruisce con pianificazione, lavoro e serietà!

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§ 8 Responses to ROI nei social media ed il fantastico mondo del vino del Nord-Est"

  • Stefano says:

    Finalmente sei tornato!
    Innanzi tutto grazie per le citazioni: onorato.
    Le attività social media del settore vino, stanno crescendo vistosamente con risultati eccellenti. Anche al social innovation camp c’è stata una interessante presentazione di Lucia Barzanò (Mosnel – Franciacorta) che ti posto: http://www.slideshare.net/UcciB/social-innovation-camp-lucia-barzan-6-maggio-2010-3978917 , purtroppo sono solo le slide senza commento, ma si intuisce bene il senso.
    Un indice dell’interessamento del vino nel web? http://www.google.it/search?hl=it&q=blog+vino&meta=&rlz= :-)
    Infine, come facevi notare tu, è importante sottolineare come il web sia diventato strumento fondamentale anche per aziende che apparentemente nulla hanno a che fare con il mondo di internet (figuriamoci, quindi, per tutte le altre).
    Nelle aziende più attente, i vigneti saranno popolati anche da SEO e consulenti web marketing.
    Dopo questo post spero di rileggerti presto, mi raccomando!

  • Martina says:

    Ciao Andrea! Post molto molto interessante. Conoscevo la realtà di Zonin di cui vorrei segnalare, oltre al sito da te indicato, un progetto interessantissimo, con cui l’azienda ha saputo realmente innovare la comunicazione con i più importanti influencer del settore, ma non solo: http://www.myfeudo.it. Sfiora quasi la tematica dello user generated product, o meglio ancora dell’ “influencer generated product!”, visto che gli interlocutori, enologi e giornalisti, erano invitati a creare un proprio blend con le uve messe a disposizione da Zonin. Non so quale sia il ROI di questa iniziativa, ma davvero è un grande caso di interazione con la marca che mi piace sempre ricordare.

  • Andrea Vit says:

    Intanto caro Stefano grazie del commento.
    Sono tornato dopo un po’ di assenza causata da diversi impedimenti: quel che è certo è che non si sta mai fermi :-)
    Mi è piaciuto sottolineare quando di buono certe aziende stanno facendo anche in settori e realtà davvero distanti dal web.
    Ottima la segnalazione della case history, interessante specie poichè è una realtà di 10 persone!Pazzesco!
    Spero di riprendere con maggiore frequenza…magari parlando di altro oltre che di SEO :-)

  • Caro Stefano, grazie per le parole di stima.
    Il vino è un argomento particolarmente popolare sul web, semplicemente perchè lo è per le persone.
    La misura del ROi (o ROMI visto che parliamo di marketing) piuttosto che di altri indicatori economico-finanziari, quindi di performance e non solo di attività, è cruciale. Viceversa, come sta accadendo, il marketing si marginalizza all’interno dell’azienda.
    Calcolarli sicuramente non è facile e meno ancora separare gli effetti delle attività on da quelle delle attività off (quando poi ci mettiamo dentro anche le variabili indipendenti rappresentate dai concorrenti, distributori e dalla situazione economica generale le cose si complicano ancora di più). Io per avere qualcosa di solido a cui riferirmi preferisco affidarmi al break-even.
    Segnalo un link su vinix che potrebbe interessare: http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4064

  • Ringrazio innanzitutto per la citazione nel commento di Stefano e per la segnalazione delle mie slide.
    Molto interessante questo video, mi fa piacere notare che le parole del Professor Boaretto confermano quanto avevo detto poco prima nel mio interevento riguardo al ROI.
    La mia presentazione è soprattutto per immagini, perché fatta per essere commentata.
    Vi segnalo invece questo interessante studio che hanno fatto dei brillanti studenti dell’Università di Padova su come utilizziamo a il Mosnel il web 2.0 http://www.slideshare.net/UcciB/il-mosnel-sul-web-20-gruppo-wasa-universit-di-padova-aa-20092010
    Penso possa essere un contributo interessante visto l’argomento.
    E’ vero, la nostra è una piccola realtà, siamo degli artigiani del vino e mi occupo in prima persona della comunicazione sui Social Network, vi assicuro che i risultati sono davvero sorprendenti.
    Grazie,
    Lucia Barzanò

    Grazi

  • Stefano says:

    @Lorenzo, grazie, ma le parole di stima sono di Andrea (comunque le confermo :) ).
    @Lucia, prego, è stato un piacere!

  • Andrea Vit says:

    Ringrazio i commenti illustri di Lorenzo e Lucia confermando due miei pensieri.
    Il prodotto vino è davvero una fonte di spunti per potersi davvero sbizzarrire nella comunicazione e nella costruzione di strategie di web mktg anche non convenzionale: come ad esempio social media o altro.
    Inoltre la dimensione spesso ridotta dei dipartimenti di marketing, come nel caso di Lucia, rappresentano un plus: i rapporti nei social media sono veloci, come le persone normali che interagiscono con tali strumenti.
    Le grosse aziende, per molte ragioni, vedono i social media come un problema più che un’opportunità: ci sono continue revisioni per la pubblicazione di contenuto riferito al brand, verifiche sul tono delle conversazioni, ed il mood che contraddistinguono le azioni è molto spesso “ingessato”, istituzionale e poco colloquale…poco social media :-)
    Un grazie a tutti per la vostra partecipazione alla discussione.

  • [...] ROI nei social media ed il fantastico mondo del vino del Nord-Est Jul 13 [...]

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