Blended Search, un altro post sul blog TSW. Il sito dei Righeira…chapeau
Jul 29

Per molte aziende che operano all’estero la presenza on line è spesso articolata per versione linguistica. Ci sono casi in cui, però, le esigenze dell’azienda spingono alla creazione di versioni di siti non più distinti per lingua ma per nazione.

Questa scelta potrebbe essere motivata da diverse ragioni, ad esempio:

  • per un e-commerce ci potrebbero essere politiche di pricing diversi tra vari paesi con la stessa lingua;
  • per questioni di comunicazione on line, l’azienda vuole comunicare in maniera diversa negli Stati Uniti rispetto all’Inghilterra e al Sudafrica;
  • per questioni di percezione del brand per tentare di diversificare l’orientamento e la struttura dei contenuti del sito web per fare brand awarenss o puntare su altri temi;
  • ecc;

La scelta di una presenza distinta per ciascun mercato impone quindi, oltre a delle scelte di comunicazione e architettura dei contenuti diverse, anche attività e accorgimenti da prevedere lato SEO che sono diversi rispetto a quelli delle che si considerano per le promozioni multilingua.

L’obiettivo di un’ottimizzazione nei motori di ricerca localizzata per ciascuna nazione è quello di ottenere posizionamenti nella versione del sito corretta nei motore di ricerca più utilizzati dall’utenza internet di quella paese. Pensando, per esempio al motore di ricerca Google, il goal sarà quindi quello di posizionare le pagine del sito della versione inglese in google.co.uk, le pagine australiane in google.com.au, le pagine per il mercato Sud Africa per www.google.co.za, ecc.

1- Scelta delle parole chiave:

La prima operazione, che a prima vista sembrerebbe identica tra versioni paese della stessa lingua è lo studio delle parole chiave. È necessario, invece, effettuare studi differenziati tra diverse nazioni poiché molto spesso utenti di diversi paesi ricercano in modo diverso la stessa cosa poiché hanno bisogni o consuetudini diverse.

Ad esempio per un portale turistico, le destinazioni dei viaggi saranno diverse tra il sito per l’Argentina e quello spagnolo.

Inoltre non è detto che vengano utilizzati gli stessi termini di ricerca e gli stessi vocaboli fra diverse nazioni con la stessa lingua (ad esempio vacation e holiday per i mercati USA e Inglese,).

Da differenti studi sulle parole chiave, potrebbero anche far emergere la necessità di creare strategie di visibilità diverse e di avere obiettivi SEO distinti da nazione a nazione.

2- La localizzazione:

La difficoltà principale da affrontare è quella della localizzazione: infatti avere più versioni di un sito con la stessa lingua potrebbe portare anche a dei posizionamenti un po’ problematici o indesiderati (anche se forse il termine non è proprio appropriato).

Si pensi, ad esempio, se ad un utente inglese che cerca su google.co.uk ed entra in una pagina ben posizionata di un e-commerce di una pagina della versione americana con valuta,prezzi e comunicazione differenti.

Questa situazione, in un mondo ideale, è da evitare attraverso una forte localizzazione dei contenuti mirata per ciascuna nazione.

2.1- Scelta del dominio:
La prima decisione strategica è il dominio. Ci sono 3 scenari principali:

  • versione paese sul ccTLD corrispondente (miosito.co.uk, miosito.co.za, miosito.com.au, ecc.);
  • versione paese su un dominio di terzo livello dedicato (uk.miosito.com, za.miosito.com, au.miosito.com, ecc.);
  • versione paese inserita in una cartella dedicata ma con lo stesso dominio (miosito.com/co.uk), miosito.com/za, miosito.com/au, ecc.

Sicuramente per fornire una forte localizzazione dei contenuti la scelta migliore è quella di disporre di un ccTld distinto.

Questa strategia è utile non solo per Google, ma anche per altri tipi di motori di ricerca nazionali che tendono a prediligere nei loro risultati pagine provenienti dai domini con i rispettivi ccTLD (ad esempio Yandex per la Russia, Baidu per la Cina ecc.)

2.2- Content language

Altro indizio da dare al motore per cercare di rendere le pagine rilevanti per una determinata nazione è la specifica del meta content language con l’indicazione del paese di riferimento:

<meta http-equiv="content-language" content="en-US">

2.3- IP del dominio

Un fattore senza dubbio rilevante per una localizzazione mirata ed efficace è anche la possibilità di disporre di domini che facciano riferimento ad indirizzi IP localizzati nella nazione corretta. Il dominio inglese con estensione co.uk, dovrebbe rispondere ad un indirizzo IP presente in Inghilterra.

2.4- Link popularity differenziata e bilanciata:

Anche attività di link popularity focalizzate per nazione svolgono un ruolo fondamentale, specie  se si vogliono raggiungere i posizioonamenti per le versioni paese di Google.

È, inoltre, importante tentare di mantenere un certo equilibrio tra i fattori off-the-page delle varie versioni nazionali. È da scongiurare il rischio che vi sia una versione nazionale un numero di link troppo grande rispetto ad un’altra, altrimenti la versione molto referenziata potrebbe essere sempre visibile al motore a scapito della versione paese corretta.

Ad esempio prendiamo in esame la versione statunitense di un sito, dotata di un grandissimo numero di link, e la versione sud africana povera di riferimenti nel web: potrebbe accadere che, grazie alla maggiore link popularity, si posizioni meglio la versione americana rispetto a quella sud africana anche se sono rispettati tutti i fattori di geolocalizzazione descritti sopra.

Per bilanciare il Page Rank tra i vari domini potrebbe essere utile:

  • inserire dei link tra le varie versioni paese nelle pagine dei siti;
  • agire con attività di link building nelle versioni paese più carenti di link.

3- Contenuto duplicato:

Rispetto alle promozioni di siti multi lingua, uno degli aspetti nei quali occorre prestare particolare attenzione è la piaga del contenuto duplicato.

Siti declinati nelle versione paese con la stessa lingua è molto probabile che contengano delle pagine con del contenuto identico: penso ad esempio alle schede prodotto di un e-commerce, pagine descrittive di servizi di un sito istituzionale, ecc.

Per temponare il problema potrebbe essere utile prevedere una differenziazione, per quanto parziale, dei contenuti per garantire il rischio di avere dei documenti filtrati dal filtro anti duplicazione.

Due operazioni molto utili in questo senso possono essere:

  • ottimizzazione di title e meta description diverse per ciascun paese;
  • l’utilizzo di elementi informativi che in qualche modo riescano a differenziare i testi presenti nelle pagine per ogni versione paese: ad esempio un blocco con i prodotti più venduti per un e-commerce o dei box con dei richiami a offerte commerciali diverse per ciascun paese, ecc.

4- Problemi di autenticazione:

Nelle funzionalità dei siti potrebbero essere presenti delle aree coperte da username e password: la procedura di acquisto di un e-commerce, la fruizione di contenuti ‘speciali’, ecc..

La gestione di un account su più domini è sicuramente molto più difficile rispetto ad una gestione dell’autenticazione su un dominio unico. Questo perché il cookie, lo strumento mediante il quale vengono mantenute in memoria le informazioni relative ad un utente è strettamente legato ad un singolo dominio.

È necessario, quindi, prevedere degli accorgimenti, quali la creazione dei meccanismi per garantire il single sign-on se si necessità di una gestione delle autenticazioni unificata per più domini.

Escludendo l’uso dei cookie di terze parti (da evitare per ragioni di privacy), questo tipo di soluzioni hanno il difetto che in automatico non riescono ad identificare in automatico l’identità dell’utente registrazioni in tutte le nazioni: è necessario eseguire almeno una volta la login nel dominio paese di riferimento.

Esempio classici di questo tipo di gestione sono:

Google dove l’autenticazione e l’accesso a tutti i suoi servizi sono basati su una piattaforma di single sign on posizionata nel dominio google.com (sia per tutte le versioni paese che per servizi quali youtube.com ).

Amazon, dove un server appartenente gestisce le autenticazioni e contiene tutte le login.

5- Veicolare verso la versione corretta:

Un’ulteriore problema da affrontare è trovare il modo corretto per tentare di veicolare l’utente nella versione paese corretta del sito, senza però influire in modo negativo nei motori di ricerca.

La tecnica del riconoscimento automatico dell’indirizzo IP è assolutamente da evitare poiché lo spider di Google, provenendo dagli Stati Uniti, non potrebbe mai vedere tutte le versioni del sito causando l’impossibilità di spiderizzare il sito.

Anche l’utilizzo di cookie vincolanti per l’accesso ai contenuti è deleterio, poiché lo spider non facendo l’uso dei cookie non potrebbe accedere alle pagine.

6- Casi particolari:

Questo tipo di problemi richiedono sicuramente uno sforzo notevole in termini di progettazione e sviluppo e sono utili non solo per le nazioni Google centriche ma anche per nazioni dove Google svolge un ruolo secondario. In Cina, ad esempio, Baidu la fa da padrone, in Russia Yandex è il motore di ricerca più utilizzato.

C’è da dire, però, che in particolari mercati sarà necessario svolgere degli stili SEO diversi, specialmente dove i motori di ricerca più utilizzati tendono ancora a premiare la keyword density e l’ottimizzazione ’spinta’ on-page.

Per complicare il tutto ci si mettono anche le nazioni multilingua come ad esempio la Svizzera o il Belgio, dove potrebbe essere utilizzare, se si adotta un dominio per nazione, anche l’uso di terzi livelli dedicati per ogni versione linguistica nazionale (ad es. per la Svizzera: it.miosito.ch, fr.miosito.ch, de.miosito.ch).

Letture consigliate:

Condividi il post:
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Segnalo
  • Technorati
  • Twitter
  • Wikio IT

23 Responses to “La promozione SEO in più paesi è diversa da in più lingue”

  1. fradefra says:

    Io rincaro la dose.

    1) esistono anche differenze nella psicologia di popolo diversi, che portano non solo ad avere necessità di pagine e strutture diverse, ma anche di SEO diversi. Il posizionamento fatto con mix di tecniche sul sito ed esterne, sono fortemente influenzate da cosa si scrive, come si scrive, ecc. Un title buono per il popolo italiano potrebbe essere un disastro per quello russo e così via.

    2) le strategie di visibilità, strutturate su processi SEO, Adv, Social Network, potrebbero essere diverse per i vari paesi (e solitamente lo sono). Alcuni popoli sono maggiormente attirati di altri dall’Adv, ecc. Non è detto, quindi, che il Mix di azioni pensato per l’Italia possa funzionare per la Francia (e solitamente non è così, infatti).

  2. Andrea Vit says:

    Sottoscrivo le tue osservazioni…
    Praticamente un bagno di sangue :-)

  3. Max says:

    Andrea…aggiungo nel punto 6 Le nazioni che non sono “Stato” che però hanno lingue differenti. Non mi addentro in questioni politiche, non è di certo mia intenzione…ma vorrei segnalare la seguente questione. Prendiamo l’esempio della Spagna paese in cui le lingue ufficiali riconosciute sono 4: spagnolo, catalano, galiziano e basco.
    Se fossi un’azienda spagnola e volessi comunicare e dare visibilità in maniera ottimale in catalogna dovrei registrare il dominio miodominio.cat oltre a miodominio.es, pubblicando i contenutinella lingua del dominio….
    Il sito ufficiale della città di Barcellona, però, in ottica Seo non ha compiuto la scelta migliore…..dagli un’occhiata!
    http://www.barcelona.es
    http://www.barcelona.cat
    Check it out, mate!

  4. Andrea Vit says:

    Giusta osservazione Max, la aggiungerei nella voce casi particolari come Belgio, Svizzera, ecc.
    Mi dimenticavo quasi dei cari amici separatisti spagnoli…a dire il vero allora ci possiamo mettere anche la versione in friulano, no? :-)
    Wikipedia docet: http://fur.wikipedia.org

  5. weebox says:

    Credo che il problema maggiore, all’atto pratico di mettersi li con l’azienda, sia quello della duplicazione…:-( M

  6. [...] Vit ha recentemente pubblicato sul suo blog un illuminante intervento che riguarda il posizionamento SEO in siti realizzati per diverse [...]

  7. Complimenti per l’articolo. Il 99% dei siti che io realizzo utilizzano CMS (realizzato dalla mia azienda) e putroppo non e’ possibile fare niente del genere, come tutti gli altri CMS credo. Sicuramente cerchero’ di spingere nella direzione di sviluppare un sistema multilingua efficente.

    In ogni modo, piu’ che Inghilterra, che alla fine e’ una regione limitata, penso che avresti dovuto parlare di Regno Unito ;)

  8. Andrea Vit says:

    @Martin
    You’re right man, sono abituato a parlare di Inghilterra..sbagliando :-)
    Ti assicuro che esistono CMS offrono anche la possibilità di una gestione multi-dominio…basta lavorarci un po’ su…

    Proprio in questo periodo sto lavorando su Magnolia che offre questo tipo di possibilità in modo abbastanza agevole.

    Anche Typo 3 te lo permette.
    http://typo3.com/Feature_list.1243.0.html

  9. Stefano says:

    Ciao,
    sul punto “2.3- IP del dominio” cosa comporta avere un sito in lingua italiana, ad esempio, su un server in svizzera??

    Mgari uno cerca di rispariamore o trova offerte migliori all’estero.

  10. Andrea Vit says:

    @Stefano
    Sicuramente la locazione del server in un paese diverso da quello di riferimento non è il massimo…Ma qui bisogna fare delle scelte: pagare poco i servizi di hosting o fare un sito perfetto lato SEO? A te la scelta! :-)

  11. Stefano says:

    @Andrea Vit
    certo capisco anche se la perfezione appartiene solo a Dio! :-D .

    Ma in termini pratici di quanto incide?

  12. Andrea Vit says:

    Poco…ma (come dicono sempre i consulenti) dipende poi il mercato in cui ti scontri…
    Più la concorrenza è spietata, più ogni particolare diventa importante…

  13. Napolux says:

    @Andrea Vit
    “Sicuramente la locazione del server in un paese diverso da quello di riferimento non è il massimo…”

    Ma è “comprovato” o sono solo supposizioni?

    Da quel poco che ho letto in giro quando mi sono interessato a questo aspetto (la localizzazione dei server) siamo a livello di “diceria”…

  14. Andrea Vit says:

    @Napolux
    Sono un SEO, faccio reverse engineering..Non ho certezze… :-)
    Scherzi a parte per Baidu e Yandex fa davvero effetto. Per quanto riguarda gli altri paesi sicuramente ha un’influenza positiva specie se pensiamo alle prestazioni: un server in Italia risulterà più veloce per l’utenza italiana, no? Se abbiamo il server in Malesia probabilmente i tempi di latenza saranno maggiori e Google sappiamo che ne tiene conto…
    Ovvio che il tutto va contestualizzato al caso specifico, ma non direi che si tratta di dicerie, almeno qualche fondamento c’è, no?anche se nulla di ufficiale,tu che dici? :-)
    Ti rimando anche questo link attendibile:
    http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2007/08/server-location-cross-linking-and-web.html
    In our understanding of web content, Google considers both the IP address and the top-level domain (e.g. .com, .co.uk). Because we attempt to serve geographically relevant content, we factor domains that have a regional significance. For example, “.co.uk ” domains are likely very relevant for user queries originating from the UK. In the absence of a significant top-level domain, we often use the web server’s IP address as an added hint in our understanding of content.

  15. fradefra says:

    E’ comprovato e da anni, non è una novità, che in termini di posizionamento (alla lunga) sia meglio che il server sia nel mercato di riferimento.

    Infatti, Google tende a mandare gli spider dai datacenter vicini al server (per ottimizzare le sue risorse). Ne consegue che la vicinanza riduce i time-out. Infatti, molti non pensano al fatto che se io vedo la macchina, non è detto che la veda Google e la vedano gli utenti. I problemi di routing internazione dei pacchetti sono all’ordine del giorno, anche se pochi ci fanno caso.

    Anzi, proprio a questo proposito, vale la pena di ricordare che esistono motivi di Web Marketing ben più importanti del posizionamento (comunque importantissimo, tanto più che faccio il SEO anche io) a volere che il server sia vicino al mercato di riferimento. Mi spiego con un esempio.

    Quando un utente compra connettività da un provider (esempio Alice, tanto per non far nomi), gli viene data la garanzia di banda x per il suolo nazionale e x-molto-molto-molto meno per l’internazionale. Quindi io viaggio a X in Italia perchè sono italiano e molto meno se vado a navigare siti esteri. Questo perché anche i provider a loro volta comprano banda dai fornitori di base.

    Morale? Un server velocissimo potrebbe risultare lento, solo perché sta in America e voi invece siete in Italia e Alice non vi fa andare a velocità superiore di un tot, solo perché lei stessa non ne dispone (contrattualmente) sul cavo transoceanico.
    Ovviamente è vero anche l’inverso.

  16. Stefano says:

    @Andrea Vit
    quindi è solo una questione di “latenza”?.

    Se da misurazioni risultasse che un sito su server in Malesia sia più veloce di uno su un server in italia? il problema si risolverebbe? sarebbe inferirore?

    giusto per capire :-D

  17. Andrea Vit says:

    @Stefano
    come avrai capito anche dal commento di Fradefra (che ringrazio per i suoi preziosi interventi) e dal post suggerito si tratta di una best practice i cui motivi sono molteplici tra cui quello della latenza.

  18. Stefano says:

    @fradefra
    osservazione interessante la questione della banda trans-oceanica, vale anche per server in europa x l’italia e viceversa?

    Stefano

  19. fradefra says:

    Stefano, non puoi fare una misurazione in continua. Il problema non è se in un dato momento un server sia più veloce di un altro. Il problema è che deve esserlo sempre ed invece questo dipende da chi gestisce i cavi e tu non puoi farci nulla.

    Conosco una società che in questo momento sta approntando dei sistemi di diagnostica mirati a questo fine. Consentire al webmaster di avere un report giornaliero di tutti i dati tecnici legati alle performance, con test fatti a cadenza programmabile.

  20. Stefano says:

    @fradefra
    capisco, è un tema spinoso a quanto pare.

    Ne terrò conto per il futuro.

  21. Key ( l'originale ) says:

    su alcune cose non mi trovo…ma ti consiglio ti accentuare il discorso sulle “tastature” ;) se un sito e scritto con la tastatura in lingua 80% DI QUELLO dici decade.

  22. Fabio Sutto says:

    Ciao,

    un post veramente ben fatto, aggiungerei anche che Google Webmaster Tools si sta dimostrando efficace nell’ovviare ai possibili problemi dati da IP e .tld non congruenti attraverso l’opzione “Set geographic target”.

    Recentemente per evitare problemi di gestione abbiamo utilizzato più domini (con i tld geograficamenti più appropriati) facendoli puntare allo stesso spazio WEB (IP tedesco per tutti).
    Abbiamo specificato attraverso il “Set geographic target” la localizzazione per ognuno, e Google non ha sbagliato un colpo .

    In un altro caso per ognuno dei domini di terzo livello di un dominio .com (sempre IP tedesco) abbiamo settato diversi geographic target, anche in questo caso Google sta dando il giusto peso alle varie localizzazioni (anche quando la lingua è la stessa per due domini diversi).

  23. Andrea Vit says:

    Ciao Fabio,
    grazie per aver commentato il post e aver condiviso le tue esperienze!
    Sul Google Webmaster Tool concordo che è un altro buon strumento per ottenere la localizzazione.
    Sull’utilizzo dei domini di terzo livello condivido che si tratta di una buona tecnica che può essere utile per evitare ad esempio grossi problemi di autenticazione per siti multipaese con single sign-on o CMS che non gestiscono più domini.

Leave a Reply

preload preload preload