Vit Andrea

Il blog di Andrea Vit

Mi piace analizzare dati per aiutare le aziende (a vendere) e gli utenti (a comprare)

E-commerce project Manager @ FiloBlu


Data Layer e Tag Management System per e-commerce: l’architettura dei dati per tracciare la user experience

October 13th, 2014 § 6 comments

Lo strumento fondamentale che permette una gestione efficace, efficiente e scalabile del proprio sistema di tracciamento ed analisi della customer experience è senza dubbio il Tag Management System, ovvero un tool che ha come scopo principale quello di gestire in modo centralizzato tutti i tag di tracciamento delle diverse piattaforme di analisi dei dati.

Per far funzionare al meglio un Tag Management System nel mondo dell’e-commerce, non è sufficiente soltanto installare un codice nelle pagine del sito, ma occorre costruire una vera e propria architettura informativa per il tracciamento della customer experience.

L’architettura dovrebbe composta almeno da 4 strati principali:

  1. un unico codice di tracciamento , ovvero quello del Tag Management System;
  2. il DataLayer, lo strato intermedio che espone dati e messaggi al Tag Management System.
  3. il Tag Management System, che comunica utilizzando i dati presenti nel data layer alle diverse piattaforme di tracciamento, occupandosi di gestire le diverse sintassi e attivando i tag necessari nel modo opportuno;
  4. ed infine i sistemi di Web Analytics, che configurati nel modo corretto dal tag management system permettono un’analisi dei dati puntuale e completa.

Screen Shot 2014-10-12 at 4.12.09 PM

1. Cos’è il Data Layer?

Il Data Layer svolge il ruolo di bus esponendo in modo standardizzato le informazioni utili per tracciare la navigazione degli utenti, estraendole dalla piattaforma e-commerce in base al contesto di navigazione.

E’ sicuramente il componente centrale del sistema di tracciamento, più completo e ben strutturato è, migliori ed accurati saranno i dati a disposizione del software di web analytics.

Le informazioni messe a disposizione dal DataLayer verranno poi utilizzate dal Tag Management System, che si occuperà di leggere il Data Layer e di attivare i tag per il tracciamento corretti.

Ad esempio, nel caso in cui si vogliano segmentare gli utenti autenticati e “guest”, è necessario che il Data Layer esponga al Tag Management System la variabile logged con valori a “si” o “no”. In questo modo, nel momento in cui l’utente si autenticherà nel sito questa variabile verrà valorizzata a “sì”. Il Tag Management System, quindi, comunicherà il valore della variabile al software di tracciamento che ne permetterà l’analisi al web analyst. YEO!

Screen Shot 2014-09-27 at 10.16.14 PM CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Facebook advertising e microtargeting: una miniera di informazioni tutte da analizzare

January 13th, 2014 § 0 comments

Facebook-Advertising-TargetingUno dei punti di forza del Facebook Advertising è che offre la possibilità di creare campagne con un’elevata targetizzazione: è possibile infatti fornire messaggi pubblicitari diversi a pubblici molto mirati e specifici come ad esempio “uomini dai 25-45 anni a cui piace il tennis che abitano in lombardia”, “donne dai 30-50 anni di Milano che si sono appena trasferite “, “uomini tra i 20-40 anni che si sono appena sposati”.

Facebook-Advertising-Targeting

Image credit

Grazie al targeting avanzato di Facebook ed un tracciamento puntuale del traffico è possibile raccogliere informazioni utili per migliorare un prodotto, l’offerta commerciale di un prodotto, l’usabilità di un ecommerce o di un sito web.

In questo post ho raccolto alcuni spunti in merito all’uso del micro targeting. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Promuovere un’App nativa con Facebook e monitorarne i risultati in 4 passi

October 14th, 2013 § 6 comments

Gli investimenti in mobile advertising sono in continua crescita, così come è in crescita il numero di aziende che approcciano il mobile, non più come canale di sperimentazione ma come un elemento strategico.

La crescita della vendita di soluzioni di mobile Adv è trainata da Facebook, che si è guadagnato in poco meno di 2 anni il 15% del mercato.

Uno dei prodotti più interessanti è quello dedicato alla promozione delle app native con le campagne Click-to-download: i risultati ottenibili sono eccezionali con dei costi per download davvero molto bassi.

Come si può vedere dallo schema, il processo di gestione di una campagna per App native vede tanti piccoli elementi in gioco, tutti che devono parlare la stessa lingua, quindi il lavoro di configurazione è un po’ più prolisso rispetto alla campagne classiche di Facebook Adv.

schema-setup-campagna-Facebook

Di seguito sono elencati i 4 passi principali per creare campagna Facebook per spingere il download delle App native con modalita click to download.

1) Crea un’applicazione Facebook per promuovere l’App nativa

La prima operazione è quello di creare un App Facebook a partire dal seguente indirizzo: https://developers.facebook.com/apps/

Lo scopo di questa App è di erogare agli utenti le inserzioni desiderate, portando gli utenti direttamente su AppStore e su Google Play, con la possibilità di registrare alcuni dati sul comportamento degli utenti (download dell’App, avvii del’applicazione, ecc.)

Per creare un App è sufficiente inserire le informazioni sull’App da promuovere a seconda del sistema operativo. Nel caso in cui siano disponibili le due versioni di App nativa, una per iOs e una per Android, è possibile inserire sulla stessa App Facebook i dati di emtrambe le App.

I dati da inserire sono:

  • Display Name;
  • L’indirizzo di contatto;
  • [Per iOs] L’ID dell’App su iPhone App Store, facilmente identificabile anche dall’URL sul sito iTunes https://​itunes.apple.com/it/​app/​nomeapp/idnumerico;
  • [Per Android] PackageName, valore che identifica univocamente l’App Android. Tale valore è facilmente reperibile dal file AndriodManifest.xml ed ha la forma topleveldomain.nomedominio.nomeapp;
  • [Per Android] ClassName, che identifica la classe principale dell’App, tipicamente il valore è PackageName.Activity

FacebookApp-Adv-mobile

Concluso l’inserimento dei dati, occorre verificare nelle opzioni avanzate che il tipo di applicazione sia settato come “Native/Desktop” e non web.FacebookApp-Adv-mobile2

2) Costruisci le campagne con targeting e creatività

Una volta che l’App è correttamente settata, è possibile costruire la campagna Facebook dal pannello delle inserzioni, specificando come destinazione della campagna l’Applicazione appena creata:

pannello-creazione-inserzione

La creazione dell’inserzione è molto simile a quella di altri prodotti di ADV Facebook. E’ possibile:

  •  utilizzare fino a 6 immagini diverse di dimensioni 1200 pixel x 627 pixel;
  • specificare il targeting per dispositivo (marca di cellulare e versione minima di sistema operativo), interessi degli utenti, per categorie di utenti (arrivando fino ad intercettare gli utenti che si sono fidanzati soltanto da un anno), per pubblico personalizzato specificando fornendo addirittura indirizzi e-mail degli utenti a cui mostrare gli annunci mobile.

pannello-creativita

3) Imposta il tracking dei dati sulla piattaforma Facebook

Per poter gestire correttamente le campagne è importante capire per ogni inserzione e target quali sono stati i rendimenti. Questo è possibile integrando i dati dell’App Facebook che gestisce l’ADV con quelli di utilizzo dell’App nativa.

Ad esempio si possono ottenere informazioni sul profilo socio demografici di chi ha scaricato l’App:

datiFAcebook

Oppure il costo effettivo per download suddiviso per targeting  o per creatività dell’inserzione:

dati-facebook-costoinstall

 

Per tracciare i dati è necessario installare l’SDK di Facebook (a questi link la pagina per il download per iOs che Android) e configurare i parametri App Secret e AppId in modo tale che l’App Nativa sia legata all’App Facebook.

Qui sotto un breve tutorial di come si installa l’SDK per iOs, mentre a questo link è disponibile il tutorial per Android:

4) Imposta il tracking per Google Analytics

Oltre a capire le installazioni indotte dalle campagne è fondamentale anche capire quanto le App sono utilizzate e qual’è il comportamento degli utenti quando utilizzano le App.

Google Analytics fornisce un prodotto apposito per il tracking delle App che, sebbene abbia delle informazioni inferiori rispetto a quelle disponibili per i siti web, fornisce un insieme di metriche utili anche se basilari.

rendimenti2

Tra le cose interessanti c’è anche il tracking degli acquisti generati da App e-commerce.

rendimenti

Sul fronte del tracking del comportamento degli utenti con Google Analytics c’è un limite: non è possibile segmentare il comportamento degli utenti in base alla campagna di provenienza (che ha indotto il download). In sostanza per delle App e-commerce non è possibile conoscere il numero di acquisti e quanto fatturato ha generato una determinata campagna mirata al download dell’app.

Qui al momento sulla valutazione del rendimento delle campagne, al momento questo strumento può dare delle tendenze generali ma niente di più.

Qui un video che fornisce un’overview maggiormente approfondita sul prodotto.

 

Anche in questo caso per l’implementazione del tracking ci sono degli SDK che permettono l’integrazione tra Google Analytics e gli ambienti di sviluppo per iOs e Android, disponibili qui:

Web analytics per e-commerce: le 10 irrinunciabili viste sui dati

March 5th, 2012 § 7 comments

La web analytics per un’e-commerce è un’attività di fondamentale importanza perché garantisce una profonda analisi dei rendimenti: permette di capire ad esempio l’efficacia di ogni singola campagna, i risultati di un’attività di social media marketing, le migliorie derivanti da una modifica al sito, ecc.

Tutto questo è possibile solo se si ha a disposizione uno strumento che integra dati delle visite al sito con le transazioni e-commerce.

Se utilizzate Google Analytics il processo di integrazione con i dati di e-commerce è abbastanza semplice: è sufficiente abilitare il modulo e-commerce dal menù di impostazione del profilo, poi aggiungere al momento dell’acquisto il seguente codice che permette il corretto tracciamento dell’acquisto.

<script type="text/javascript">
  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push(['_setAccount', 'UA-XXXXX-X']);
  _gaq.push(['_trackPageview']);
  _gaq.push(['_addTrans',
    '1234',           // order ID - required
    'Acme Clothing',  // affiliation or store name
    '11.99',          // total - required
    '1.29',           // tax
    '5',              // shipping
    'San Jose',       // city
    'California',     // state or province
    'USA'             // country
  ]);

   // add item might be called for every item in the shopping cart
   // where your ecommerce engine loops through each item in the cart and
   // prints out _addItem for each
  _gaq.push(['_addItem',
    '1234',           // order ID - required
    'DD44',           // SKU/code - required
    'T-Shirt',        // product name
    'Green Medium',   // category or variation
    '11.99',          // unit price - required
    '1'               // quantity - required
  ]);
  _gaq.push(['_trackTrans']); //submits transaction to the Analytics servers

  (function() {
    var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
    ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
    var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script>

Per avere i dati precisi sulle conversioni e la canalizzazione degli utenti è bene configurare bene anche gli obiettivi ed le URL delle pagine che rappresentano i diversi step del flusso di conversione.

Qui un possibile esempio con un processo di acquisto che si articola in 6 passi:

  1. punto di ingresso al sito (homepage, landing pages, pagina promozionale, ecc. );
  2. visualizzazione scheda prodotto;
  3. aggiunta al carrello;
  4. inserimento anagrafica e informazioni di spedizione;
  5. effettuazione pagamento;
  6. acquisto completato.

Una volta a disposizione lo strumento opportunamente configurato è possibile estrarre un sacco di dati davvero interessanti: in questo post raccolgo le 10 irrinunciabili viste sui dati per l’analisi di rendimento di un e-commerce. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

43 domande da fare al web analyst prima del redesign di un sito web

February 20th, 2012 § 9 comments

Nella fase iniziale di analisi per la riprogettazione di un sito web, una lettura profonda dei dati di web analytics potrebbe trasformarsi in una miniera di informazioni utili per conoscere il contesto in cui si opera e per ottenere il meglio dal restyling del sito.

Utilizzare il supporto di un web analyst in questi casi è utilissimo poichè permette di prendere delle decisioni con dei dati oggettivi in mano: in questo post ho voluto raccogliere e condividere una serie di domande da fare al vostro web analyst di fiducia o alle quali potete rispondere direttamente voi se vi trovate a vostro agio con Google Analytics.

Come titola il post, ora le domande sono esattamente 43, con la speranza che magari possano diventare di più con con il vostro aiuto. :-)

1. Dispositivi e strumenti di browsing

Una delle informazioni più semplici da ottenere è quella relativa ai dispositivi di browsing attualmente utilizzati dagli utenti del sito. E’ importantissima questa informazioni per capire in che percentuale vengono utilizzati i dispositivi mobile o tablet o per capire la miglior risoluzione dello schermo su cui basare il design.

Domande:

  • Qual è la percentuale di utenti mobile e tablet?
  • Qual è il trend del traffico da dispositivi mobile e tablet sul sito?è in aumento?
  • Qual è il  tempo medio di permanenza sul sito degli utenti mobile e tablet?
  • Che frequenza di rimbalzo si riscontra nei diversi dispositivi?
  • Quali sono le sezioni del sito più visitate dagli utenti mobile? e tablet?
  • Che conversion rate hanno i tablet e i dispositivi mobile?
  • Quali sono i browsers più utilizzati per navigare il sito?
  • Qual è la distribuzione delle visite per le diverse risoluzione dello schermo?

2. Percorsi di navigazione

Analizzare e conoscere i percorsi di navigazione attuali, permette di distinguere tra quali sono i processi critici e che vale la pena di rivedere da quelli che funzionano bene e che si potrebbero modificare in maniera minore. Ad esempio nel restyling di un e-commerce se si scopre che il funnel di conversione negli ultimi 5 step ha un rendimento soddisfacente, probabilmente non ha senso modificarli ma concentrarsi nelle fasi precedenti del processo di acquisto.

Domande:

  • Quali sono le sezioni del sito dove atterrano gli utenti?
  • Qual è la percentuale degli utenti che atterrano in homepage?
  • Quali sono le voci di menù più cliccate?
  • Quali sono le pagine a più alto bounce rate?
  • Quali sono le pagine che portano utenti verso l’azione di conversione?
  • Qual è il tasso di conversione globale del sito?
  • Quali sono i tassi di conversione segmentati tra le diverse sorgenti di traffico?
  • Il funnel del processo di conversione evidenzia dei passaggi critici? CONTINUA A LEGGERE IL POST »»
Consulente SEO, SEM: in questo blog raccolgo appunti sulle mie passioni professionali.