March 5th, 2012 §
La web analytics per un’e-commerce è un’attività di fondamentale importanza perché garantisce una profonda analisi dei rendimenti: permette di capire ad esempio l’efficacia di ogni singola campagna, i risultati di un’attività di social media marketing, le migliorie derivanti da una modifica al sito, ecc.
Tutto questo è possibile solo se si ha a disposizione uno strumento che integra dati delle visite al sito con le transazioni e-commerce.
Se utilizzate Google Analytics il processo di integrazione con i dati di e-commerce è abbastanza semplice: è sufficiente abilitare il modulo e-commerce dal menù di impostazione del profilo, poi aggiungere al momento dell’acquisto il seguente codice che permette il corretto tracciamento dell’acquisto.
<script type="text/javascript">
var _gaq = _gaq || [];
_gaq.push(['_setAccount', 'UA-XXXXX-X']);
_gaq.push(['_trackPageview']);
_gaq.push(['_addTrans',
'1234', // order ID - required
'Acme Clothing', // affiliation or store name
'11.99', // total - required
'1.29', // tax
'5', // shipping
'San Jose', // city
'California', // state or province
'USA' // country
]);
// add item might be called for every item in the shopping cart
// where your ecommerce engine loops through each item in the cart and
// prints out _addItem for each
_gaq.push(['_addItem',
'1234', // order ID - required
'DD44', // SKU/code - required
'T-Shirt', // product name
'Green Medium', // category or variation
'11.99', // unit price - required
'1' // quantity - required
]);
_gaq.push(['_trackTrans']); //submits transaction to the Analytics servers
(function() {
var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
})();
</script>
Per avere i dati precisi sulle conversioni e la canalizzazione degli utenti è bene configurare bene anche gli obiettivi ed le URL delle pagine che rappresentano i diversi step del flusso di conversione.
Qui un possibile esempio con un processo di acquisto che si articola in 6 passi:
- punto di ingresso al sito (homepage, landing pages, pagina promozionale, ecc. );
- visualizzazione scheda prodotto;
- aggiunta al carrello;
- inserimento anagrafica e informazioni di spedizione;
- effettuazione pagamento;
- acquisto completato.

Una volta a disposizione lo strumento opportunamente configurato è possibile estrarre un sacco di dati davvero interessanti: in questo post raccolgo le 10 irrinunciabili viste sui dati per l’analisi di rendimento di un e-commerce. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»
February 20th, 2012 §
Nella fase iniziale di analisi per la riprogettazione di un sito web, una lettura profonda dei dati di web analytics potrebbe trasformarsi in una miniera di informazioni utili per conoscere il contesto in cui si opera e per ottenere il meglio dal restyling del sito.
Utilizzare il supporto di un web analyst in questi casi è utilissimo poichè permette di prendere delle decisioni con dei dati oggettivi in mano: in questo post ho voluto raccogliere e condividere una serie di domande da fare al vostro web analyst di fiducia o alle quali potete rispondere direttamente voi se vi trovate a vostro agio con Google Analytics.
Come titola il post, ora le domande sono esattamente 43, con la speranza che magari possano diventare di più con con il vostro aiuto.
1. Dispositivi e strumenti di browsing
Una delle informazioni più semplici da ottenere è quella relativa ai dispositivi di browsing attualmente utilizzati dagli utenti del sito. E’ importantissima questa informazioni per capire in che percentuale vengono utilizzati i dispositivi mobile o tablet o per capire la miglior risoluzione dello schermo su cui basare il design.
Domande:
- Qual è la percentuale di utenti mobile e tablet?
- Qual è il trend del traffico da dispositivi mobile e tablet sul sito?è in aumento?
- Qual è il tempo medio di permanenza sul sito degli utenti mobile e tablet?
- Che frequenza di rimbalzo si riscontra nei diversi dispositivi?
- Quali sono le sezioni del sito più visitate dagli utenti mobile? e tablet?
- Che conversion rate hanno i tablet e i dispositivi mobile?
- Quali sono i browsers più utilizzati per navigare il sito?
- Qual è la distribuzione delle visite per le diverse risoluzione dello schermo?
2. Percorsi di navigazione
Analizzare e conoscere i percorsi di navigazione attuali, permette di distinguere tra quali sono i processi critici e che vale la pena di rivedere da quelli che funzionano bene e che si potrebbero modificare in maniera minore. Ad esempio nel restyling di un e-commerce se si scopre che il funnel di conversione negli ultimi 5 step ha un rendimento soddisfacente, probabilmente non ha senso modificarli ma concentrarsi nelle fasi precedenti del processo di acquisto.
Domande:
- Quali sono le sezioni del sito dove atterrano gli utenti?
- Qual è la percentuale degli utenti che atterrano in homepage?
- Quali sono le voci di menù più cliccate?
- Quali sono le pagine a più alto bounce rate?
- Quali sono le pagine che portano utenti verso l’azione di conversione?
- Qual è il tasso di conversione globale del sito?
- Quali sono i tassi di conversione segmentati tra le diverse sorgenti di traffico?
- Il funnel del processo di conversione evidenzia dei passaggi critici? CONTINUA A LEGGERE IL POST »»
January 25th, 2012 §
Lo scenario del mondo del mail marketing negli anni sta cambiando, evolvendo da un semplice invio massiccio di messaggi pubblicitari “sparati” nel mucchio ad un vero e proprio strumento che permette una comunicazione altamente targetizzata, se non addirittura one-to-one.
Esistono moltissime aziende in grado di offrire piattaforme avanzate di gestione mail e liste di indirizzi, è presente un vero e proprio marketplace di database profilati ai quali è possibile inviare messaggi targetizzati e le aziende, che un tempo erano prettamente partner tecnologici, prestano il loro know-how nel settore offrendosi come consulenti nella gestione di questo canale.
In questo scenario sempre più complesso ed articolato misurare le performance dell’email marketing diventa vitale: in questo post raccolgo una serie di KPI da monitorare ed una possibile strada per ottenere dei dati interessanti anche attraverso l’uso di Google Analytics.
1. KPI principali
Lo schema qui a fianco rappresenta un classico Conversion funnel che mostra i diversi passi necessari per passare dalla semplice mail spedita all’effettiva azione di conversione.
DELIVERY RATE: indica il numero di mail consegnate rispetto al numero di mail inviate ed è un indicatore che serve per valutare se l’invio delle mail si è concluso con successo.
L’abbassamento del delivery rate può essere causato, ad esempio, da un database con indirizzi errati, da destinatari con mailbox piene, ecc.
Per contro, la BOUNCE RATE identifica il numero di messaggi rifiutati dal server di destinazione rispetto al totale degli inviati. I rimbalzi si possono a loro volta classificare in due sotto gruppi: hard bounces (invio ad indirizzi non validi) e soft bounces (errori temporanei).
In questo post potete trovare qualche informazione in più sui rimbalzi delle e-mail. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»
January 9th, 2012 §
Una delle fasi più critiche dell’esperienza utente in un sito web è la compilazione di form: esse solitamente sono la fase preliminare di una conversione e quindi per un sito web è importante che tutto sia tirato al lucido.
Per migliorare le performance in termini di conversione di una form ci può essere d’aiuto Google Analytics, che offre la possibilità di tracciare gli errori di compilazione delle form attraverso gli eventi.
In poche parole, ogni qualvolta un utente visualizza un messaggio di errore ed un invito alla revisione della compilazione, il sistema dovrebbe registrare il motivo dell’errore (ad es. formato CAP non valido, email non valida, ecc.).
In questo modo, avendo le informazioni sugli errori più frequenti, si possono mettere in pratica delle migliorie in termini di interfaccia che prevengano l’incorrere di errori e che di conseguenza migliorino il tasso di conversione.
Se rilevo, per esempio, che il 15% delle compilazioni delle form vanno in errore a causa della scelta di uno username già presente, dovrò prevedere una funzione di controllo della presenza dello username inserito.
Nel post prima suggerisco una possibile configurazione di Google Analytics da fare per ottenere dei buoni dati, per poi analizzare una serie di metriche da calcolare (ce ne potrebbero essere davvero trentamila
ed infine suggerisco un software alternativo a Google Analytics per il tracciamento delle form).
Se per caso avete delle integrazioni o delle migliorie sarei davvero felice di discuterne nei commenti o nei social (non si finisce mai di imparare
). CONTINUA A LEGGERE IL POST »»
June 29th, 2011 §
La notizia è arrivata solo poche ore fa: Google ha integrato nell’interfaccia del Webmaster Tools e di Google Analytics una sezione dedicata alla metrica “+1″.
1) Webmaster Tools
Il webmaster tools offre 3 principali funzioni di monitoraggio:
- Search impact: che serve per monitorare in che misura il numero di +1 influisce nel ranking. Viene mostrato infatti un dettaglio della differenza di CTR a seconda che siano presenti o meno le annotazioni del Google +1 nella SERP;
