Progetti SEO: è il cliente che fa la differenza?

June 21st, 2009 § 6 commenti

Di sicuro non ritorno nel mio blog dopo mesi di latitanza con un post di accusa verso i clienti…magari dal titolo acidello potete pensare così, ma non è come potete pensare.:-)

È un periodo di lavoro molto intenso dove sono a stretto contatto con realtà diverse, grandi, tutte belle ed interessanti con mille e mille cose da imparare, assorbire e fare tesoro per il futuro.

Tra le varie cose che mi sono saltate subito all’occhio ce n’è una fondamentale: la vera discriminante per la buona riuscita del progetto è l’azienda cliente, più che l’agenzia SEO.

Alcuni di voi si strapperanno i capelli alla lettura di questa frase, ma io sono convinto che le attività di ottimizzazione per i motori di ricerca abbiano molto più bisogno di un cliente pro-attivo rispetto a qualsiasi altro aspetto/incognita di progetto.

Credo che un’azienda che desidera fare attività di Search Marketing on line in modo serio e vincente, prima di cercare un’agenzia di alto livello (se volete ne conosco una :-) ), dovrebbe in primo luogo avere una struttura interna più o meno ampia a seconda delle esigenze/obiettivi, in grado di prendersi carico di un’importante mole di lavoro: sia per attività operative, strategiche e formative.

Porto ad esempio alcune domande per capire quanto il ruolo del cliente sia centrale ed importante:

  • Chi si occupa del contatto con l’IT per la richiesta di modifiche sul sito?
  • Chi si occupa di inserirsi nel workflow delle attività dell’ufficio stampa per ricordare di inserire dei link ottimizzati?
  • Chi si occupa della lettura e della divulgazione delle statistiche ai vari responsabili?
  • Chi legge e condivide il piano di marketing dell’azienda per sfruttare eventuali attività di co-marketing o promozioni in periodi caldi dell’anno?
  • Chi si occupa del piano redazionale e gestisce in collaborazione con l’agenzia SEO eventuali modifiche?
  • Chi si occupa di condividere le statistiche del sito e di dare visibilità all’interno sul valore del web nell’azienda? (non solo in termini di pagine viste, ma di conversioni, contatti…insomma informazioni realmente qualitative!)

Se in una di queste domande si cela una risposta negativa probabilmente ci sarà un’occasione SEO persa.

Il cliente dovrebbe riuscire ad investire del tempo e risorse umane nel progetto SEO: molte attività non sono e non possono essere esternalizzate, c’è bisogno quindi di uno o più referenti che abbiano competenza in materia e che diano man forte per garantire il miglior risultato.

Quindi, vedendola dal punto di vista del consulente, un’agenzia SEO ha bisogno di un cliente pro-attivo: non basta scegliere il partner migliore per accaparrarsi già il sicuro successo di un progetto di visibilità. Ci vuole collaborazione ed un lavoro condiviso bidirezionale cliente-agenzia.

Un cliente pro-attivo significa, ad esempio:

  • essere disponibile a fare delle crociate interne: il SEO significa lavoro un po’ rompiscatole sul sito;
  • sensibilizzare e creare una consapevolezza dell’importanza del SEO in azienda
  • deve eliminare le barriere tra reparti: il SEO è un’attività trasversale e che potrebbe avere implicazioni su molti dipartimenti, specie nelle grandi aziende. Spesso ci si trova ad interagire con IT, marketing, corporate, comunicazione…insomma professionalità diverse che per strane combinazioni e sventure si trovano a dover collaborare per poter ottenere buoni risultati.  Ragionare a compartimenti stagni tra i vari dipartimenti: non serve a nulla e mettersi i bastoni tra le ruote tra i vari dipartimenti è controproducente, fa perdere solo tempo, risorse e soldi.
  • Avere obiettivi comuni con l’agenzia: magari con dei referenti che hanno responsabilità sulla buona riuscita del progetto e che abbiano del tempo per poter svolgere le attività non esternalizzabili e di supporto all’agenzia.

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§ 6 Responses to Progetti SEO: è il cliente che fa la differenza?"

  • Non posso fare altro che sottoscrivere in pieno, Andrea!

    Le aziende che riescono a vedere la SEO non come un servizio esterno, ma come un processo in divenire, e riescono ad inserirlo armoniosamente nel work-flow, sono quelle che meglio di tutte riescono a sfruttare il valore che un’agenzia o un consulente sono in grado di apportare.

    Viceversa chi si aspetta che per la cifra X l’agenzia si occupi di tutto il lavoro, non solo lascia sul tavolo un sacco di potenzialità inespresse, ma probabilmente al termine dell’attività sarà insoddisfatto sia del “fornitore” (e lo metto tra virgolette) e sia della SEO come strategia.

    Ma sai che ti dico? Peggio per loro! Il mercato ci permette di poter scegliere, in una certa misura, con chi lavorare.
    E, almeno personalmente, questa cosa la tengo BEN presente quando qualcuno mi chiede un preventivo.

    Ciao!

  • Fabio says:

    Ciao Andrea ! Gran post !

    Inutile dirti che avendo fatto le crociate SEO sia da “azienda” che “agenzia” sono ben più che contento di leggere argomentazioni sul campo ;-)

    Speriamo solo che le aziende italiane raggiungano un grado di maturità tale da poter alimentare il movimento in autonomia senza che noi poveri SEO-evangelisti diventiamo matti.

    Solo un’appunto : meglio comunque un azienda che se ne frega che una che pretende di intervenire proattivamente avendo la presunzione di “capire la materia”.

    A presto !

  • Andrea Vit says:

    @Maurizio Fabio
    Ciao Maurizio e Fabio, piacere di ritrovarvi qui nel blog!
    Forse Maurizio ha centrato il punto a livello di terminologia:
    il SEO, a meno di strategie di posizionamento di basso profilo (se vuoi ti posso indicare qualche agenzia :-) ), difficilmente può avere dei fornitori in senso stretto.
    Piuttosto dei consulenti altamente specializzati, che danno supporto, per le attività dell’azienda più che vendere un servizio chiavi in mano per i motivi descritti sopra.
    Certo, come dice Fabio, c’è l’incognita di un cliente pro-attivo che dicendo di saperne magari propone del testo nascosto o delle sane-2001-doorway :-) : in quel caso forse un cliente agnostico è da preferire. Ti garantisco, però, che le soddisfazioni più grandi le ho avuto con clienti pro-attivi che hanno iniziato ad avere passione verso il SEO e sul ruolo di internet in azienda. Clienti “che se ne fregano” sinceramente preferirei non averne anche se ogni tanto qualche fioretto dobbiamo pur farlo, no? ;-)
    Come dici tu, Fabio, tutto dipende dal grado di maturità: in alcune realtà è arrivato, mentre in altre probabilmente non ci sarà mai.

  • Luca Bove says:

    Leggo un po’ in ritardo, ma non posso che essere daccordo con Maurizio: Ottime considerazioni.

    Spesso ci sono aziende che pretendono che un SEO faccia tutto e di più, ma da “esterno” all’azienda… invece bisogna “ottimizzare” il flusso interno di informazioni…

  • alessio says:

    Ah, sante parole (grazie a Luca Bove per la segnalazione: nonostante l’rss mi era sfuggito questo post). :)

    Per mia esperienza, purtroppo ho potuto osservare che spesso il cliente vive l’agenzia di search marketing che lo segue (o, più semplicemente, il SEO) quasi come un’antagonista con il quale non si deve collaborare o condividere più di tanto, ma del quale si devono comunque misurare lavoro svolto e risultati che -eventualmente- sarà in grado di portare grazie a riti voodoo e un paio di macumbe sui siti dei competitor

  • Andrea Vit says:

    Intanto grazie dei commenti
    @luca
    Per ottimizzare il flusso interno, serve cultura, che ancora poche realtà hanno.
    Ho visto degli esempi interessanti nel travel. Tu hai altri settori ‘avanti’ da segnalare?

    @alessio
    :-D
    Sarà che magari siamo l’unico tipo di fornitori che porta lavoro all’azienda invece di sgravare le aziende dal doverlo fare?
    Forse ci sarà una nuova era dove si passerà dal reclutamento di un’agenzia al reclutamento di SEO interni con le mani più ‘libere’?

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