Store locator, un’occasione da sfruttare per la SEO

March 19th, 2012

Moltissime aziende che possiedono una catena di negozi per vendere i propri prodotti, inseriscono all’interno del sito una sezione store locator che permette agli utenti di ottenere informazioni sugli orari di apertura, l’indirizzo, il numero di telefono, ecc.

Questa sezione potrebbe trasformarsi in una vera e propria occasione per aumentare la visibilità dei punti vendita nei motori di ricerca, non solo per le ricerche da PC ma anche per le query effettuate da dispositivi mobile.

Inoltre con il Venice Update, Google premia i risultati localizzati non solo per parole chiave (business + località), ma anche per ricerche generiche personalizzate per area geografica. Qui un esempio tratto dall’ottimo post di SEOMOZ sul Venice Update, dove la SERP per la query “Divorce Attorney” localizzata per la location “Chicago” mostra in evidenza dei risultati relativi alla città.

Quindi l’obiettivo del posizionamento è da considerarsi duplice: da un lato bisogna lavorare sulle Mappe di Google per essere rilevanti sugli “One box Universal Search” ma dall’altro è necessario porre grande attenzione ai risultati testuali. 

Qui un esempio della catena Walmart per la ricerca “Walmart Mountain View” vengono mostrati:

  • (in alto) un “One box Universal Search” delle Mappe con l’indirizzo, numero di telefono ed un link che porta a walmart.com sulla pagina di dettaglio dello store;
  • (nella spalla destra) una miniatura della mappa integrata con orari di apertura e recensioni;
  • (nei risultati testuali) una pagina dello store locator con la mappa degli store Walmart vicini a Mountain View.

La situazione ideale lato utente è quella di portare l’utente da una ricerca localizzata (ad es. “prada milano“, “negozio limoni parma“, ecc.), verso la pagina interna dello store locator del brand con le informazioni del punto vendita più vicino o in alternativa nella scheda di Google Maps con tutti i dettagli del negozio.

Una buona progettazione in ottica SEO dello store locator e qualche attività su Google Places for Business possono essere un buon modo per ottenerli entrambi.

Di seguito una lista di consigli utili per raggiungere l’obiettivo del posizionamento:

 1. Architettura informativa dello store locator in ottica SEO:

Il primo requisito dello store locator è che abbia un’architettura informativa che abbia almeno 3 tipi di pagine principali:

  1. la pagina principale dello store locator, che dovrebbe contenere oltre alla funzionalità di “ricerca”, anche una navigazione con semplici link testuali che puntano alle pagine localizzate “nazionali” e regionali/provinciali;
  2. la pagina listing nazione/regione/provincia, che dovrebbe avere al suo interno la mappa dei punti vendita, una lista HTML dei punti vendita più vicini ed eventualmente i link a delle pagine di listing correlate;
  3. la pagina di dettaglio del singolo punto vendita con l’indirizzo, la mappa e la foto del punto vendita, orari di apertura chiusura, contatti, eventuali recensioni e promozioni speciali, ricerche di personale (e chi più ne ha ne metta! :-));
In questo modo lo spider avrebbe a disposizione una serie di pagine, ciascuna differente dall’altra con informazioni rilevanti per diverse ricerche localizzate.
Qui di seguito uno schema delle tipologie di pagina e delle parole chiave possibili correlate.

2. Mobile matters

L’interfaccia dello store locator dovrebbe essere progettata in modo attento anche per gli utenti mobile.
Infatti uno studio di ComScore di febbraio 2012 ha evidenziato che il 40% delle ricerche degli utenti mobile sono localizzate, e che il 51% degli utenti dice di effettuare ricerche localizzate perchè ha bisogno di uno strumento a portata di mano.
Nel caso del mobile bisogna anche dire che il 49% degli utenti non utilizzano Google per ricercare i business locali, ma si avvalgono di App dedicate, prima su tutti Google Maps.

3. L’uso dei microdati HTML5

Lato tecnico è necessario che tutte le informazioni presenti in pagina nello store locator siano ben organizzate attraverso i microdati HTML5, in questo modo sarà più semplice per il motore interpretare il significato dei diversi testi in pagina e includerli negli rich snippet.

Ad esempio la pagina di dettaglio dello store, per garantire buone performance nel posizionamento dovrebbe avere più informazioni possibili sul punto vendita organizzate come nell’esempio:

<div itemscope itemtype="http://schema.org/LocalBusiness">
<meta itemprop="branchof" content="Brand" />
<a itemprop="url" href="http://URL-negozio"><span itemprop="name"> Brand + Nome Negozio - Località </span></a>
(se c’è il rating del negozio) 
<div itemprop="aggregateRating" itemscope itemtype="http://schema.org/AggregateRating">
    <span itemprop="ratingValue">4</span> stars -
    based on <span itemprop="reviewCount">250</span> reviews
  </div>
<div itemprop="address" itemscope itemtype="http://schema.org/PostalAddress">
<span itemprop="streetAddress">Via </span>
<span itemprop="addressLocality">Località</span>,
<span itemprop="addressCountry">Italy</span>
<span itemprop="postalCode">CAP</span>
<span itemprop="email">email</span>
</div>
<span itemprop="telephone">tel</span>
Hours:
<meta itemprop="openingHours" content="Mo-Sa 11:00-14:30" />Lun-Sab  11 - 20
<div itemprop="geo" itemscope itemtype="http://schema.org/GeoCoordinates">
<meta itemprop="latitude" content="0.0" />
<meta itemprop="longitude" content="0.0" />
</div>
</div>
Per far comprendere al motore la struttura della sezione e le relazioni tra le pagine, potrebbe essere utile ricorrere all’uso delle briciole di pane marcandole con i microdati “Breadcrumb“.
<div itemscope itemtype="http://data-vocabulary.org/Breadcrumb">
  <a href="http://www.example.com/dresses" itemprop="url">
    <span itemprop="title">Dresses</span>
  </a>
</div>
<div itemscope itemtype="http://data-vocabulary.org/Breadcrumb">
  <a href="http://www.example.com/dresses/real" itemprop="url">
    <span itemprop="title">Real Dresses</span>
  </a>
</div>
<div itemscope itemtype="http://data-vocabulary.org/Breadcrumb">
  <a href="http://www.example.com/clothes/dresses/real/green" itemprop="url">
    <span itemprop="title">Real Green Dresses</span>
  </a>
</div>

4. Aggiunta dei punti vendita su Google Places 

Oltre a fornire a Google dei dati strutturati sulle pagine con dei tag semantici HTML, è utile fornire a Google i dati in altri formati attraverso il servizio di Google Places e costruendo una GEO sitemap in formato KML.

Google Places offre la possibilità di inserire le informazioni sui punti vendita nell’archivio di Google Maps attraverso: l’aggiunta di un punto vendita per volta o l’aggiunta multipla con dei fogli di calcolo opportunamente formattati.

Per ottenere una buona visibilità nelle Mappe bisogna curare al massimo la completezza delle informazioni e rimanere il più possibile aderente alle linee guida di Google Places.

Una volta inseriti i punti vendita nell’account è necessario ottenere l’approvazione della richiesta di aggiunta da parte di Google.

Nel caso si disponga di numerosi punti vendita, oltre alla possibilità di verificarli uno ad uno attraverso la verifica via posta o telefonica, si può procedere alla più comoda verifica multipla.

Dopo l’operazione di inserimento e verifica, nel caso in cui vengano mostrate erroneamente due location di Google Places per lo stesso punto vendita è possibile segnalare a Google l’eliminazione dei risultati errati.

5. Submission della GEO sitemap

Come i file HTML anche le locations hanno la loro sitemap, chiamata GEO sitemap, che ha il compito di notificare a Google la presenza di un file KML contenente la lista dei negozi.

La creazione del file KML può essere eseguita in modo semplice attraverso il tool Geo Sitemap Generator

Qui un esempio del formato della sitemap.xml

<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9"
        xmlns:geo="http://www.google.com/geo/schemas/sitemap/1.0">
<url>
   <loc>http://www.example.com/geo-sitemap.kml</loc>
   <geo:geo>
       <geo:format>kml</geo:format>
   </geo:geo>
</url>
</urlset>

e del file KML:

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<kml xmlns="http://www.opengis.net/kml/2.2" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
<Document>
<name>Negozi Brand</name>
<description>Descrizione file KML</description>
<atom:author>
<atom:name>Brand</atom:name>
</atom:author>
<atom:link rel="related" href="http://store.locator.negozi.it">
<Folder>
<Placemark>
<name><![CDATA[Outlet - Monza]]></name>
<address><![CDATA[via monza - monza, Monza, 20100, Italy]]></address>
<description><![CDATA[Descrizione completa con orari, ec.]]></description>
<Point>
<coordinates>9.2834111,45.5841014,0</coordinates>
</Point>
</Placemark>
<Placemark>
<name><![CDATA[Outlet Fidenza 2]]></name>
<address><![CDATA[indirizzo 2, città 2, 30100, Italy]]></address>
<description><![CDATA[Top Descr]]></description>
<Point>
<coordinates>12.2344073,43.3676666,0</coordinates>
</Point>
</Placemark>
</Folder>
</Document>
</kml>

6. Tutto questo in attesa di Google Photos for Business

A maggio 2011 Google con Google Business Photos ha lanciato un nuovo progetto che consente ai proprietari della catena di negozi di mostrare i propri locali in modo da attirare nuovi clienti. Al momento in alcuni stati è possibile iscriversi il programma ed un fotografo andrà direttamente a scattare l’interno del locale.

In Italia non c’è ancora la copertura ma la aspettiamo trepidanti :-).

Qualche link utile:

 

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