Ricercare lavoro con il web: le insidie del social e le vittime dei pregiudizi.
Sempre più spesso si parla dell’importanza di curare la propria identità digitale nel web, specialmente se si è alla ricerca di un impiego.
In molti post sparsi per il web si leggono guida che consigliano di:
- avere un profilo Linked-in aggiornato, completo, con mille connessioni;
- mantenere ed instaurare delle relazioni professionali anche attraverso dei commenti ai blog che leggi;
- aprire un sito o un blog personale dove mettere in bella vista il curriculum tirato al lucido;
- ecc.
E’ importante ‘il dire’: pubblicare contenuti nel web 2.0 diventa un mezzo per fornire informazioni su di sé, farsi conoscere e magari apprezzare da qualche imprenditore o azienda alla ricerca di professionalità.
C’è però anche l’altra faccia della medaglia…a volte fornire informazioni personali potrebbe non giocare a favore dei potenziali candidati ad un impiego.
Ricordo un aneddoto che mi aveva sorpreso, accaduto mentre studiavo all’università. Frequentavo un corso di orientamento alla ricerca di lavoro post-laurea e una psicologa mentre snocciolava suggerimenti e informazioni per la redazione di un curriculum, ci consigliò di evitare l’inserimento esplicito della data di nascita preferendo la sola indicazione dell’età. Questo per impedire che qualche bizzarro selezionatore del personale potesse avere dei pregiudizi su persone di un determinato segno zodiacale.
Anche se non sono mai stato un esperto di astrologia e la questione della data di nascita nel curriculum mi è sembrata strana, ho seguito il consiglio. Alla fin fine perchè precludersi inutilmente delle possibilità per un’informazione non necessaria? Meglio evitare di farsi sbarrare delle porte per delle questioni personali che non rientrano direttamente nelle informazioni che un selezionatore del personale dovrebbe sapere e utilizzare per il giudizio dei candidati ad un posto di lavoro.
L’esempio appena esposto sottolinea che è anche importante il ‘meglio non far sapere‘ per non perdere delle occasioni di lavoro per dei pregiudizi…
Se pensiamo al web 2.0 questo fenomeno è 20.000 volte più grande e va molto al di là della data di nascita: attraverso i social network chi svolge la ricerca e la selezione del personale potrebbe venire a conoscenza di moltissime altre informazioni che potrebbero crearne un giudizio negativo. Pensiamo ad esempio a:
- un video di un addio al celibato con un tasso alcolico vicino alla soglia del come etilico;
- un commento ad un post con una chiara connotazione politica;
- celare rapporti di amicizia con persone che non molto ‘ben viste’;
- ecc.
Certo, mi rendo conto che si tratta di pregiudizi ingiustificati, ma non credo che si tratti di casi così remoti…
Che fare quindi? Perdere il gusto di pubblicare le informazioni personali che uno vuole esternare e pubblicare nel web? Postare e commentare sotto mentite spoglie? Oppure fregarsene dei preegiudizi altrui ed essere sé stessi pregiudicandosi delle opportunità professionali?
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Agosto 20th, 2008 at 7:48 am
Credo che il fenomeno “guardo alcuni cavilli” per giudicarti non sia poi così diffuso da noi, quindi se si è in procinto di mandar curriculum nello stivale forse - ancora - sta cosa ce la possiamo evitare.
Diverso è per l’estero. Addirittura negli states ci sono leggi che ti impediscono di non assumere una persona perchè di astrazione religiosa differente dalla tua, o menate politiche come quelle che hai accennato. Quindi gli applicant sono quasi del tutto parati sotto questo aspetto.
Qua da noi, come al solito, non essendoci disposizioni in materia, tutto può succedere.
Fatto sta, però, che se vali e hai un buon curriculum, che tu sia dell’ariete o della vergine, personalmente ritengo non dovrebbe avere alcuna influenza.
Agosto 20th, 2008 at 8:22 am
@Andrea
Ciao Andrea, grazie del commento.
Ovvio che la questione del segno zodiacale è una provocazione, ma se hai un curriculum nella media e un settore molto concorrenziale nel mondo del lavoro potrebbe comunque essere un fattore negativo, o quanto meno un’evenienza da evitare.
Agosto 20th, 2008 at 10:20 am
@Andrea Vit
diciamo che confido più di poter convincere il mio inervistatore con le mie capacità professionali. Quindi, come avrai capito, non sono per nulla d’accordo con la professoressa.
Cmq, complimenti per il blog. Ho trovato qualcosa di interessante.
Agosto 21st, 2008 at 9:13 am
Lavoro da poco presso un’agenzia interinale..l’esperienza e poca, ma mi sono bastate due settimane per capire che i pregiudizi contano molto!colloquiamo la gente, andiamo a fondo sul loro curriculum….ma alla fine i pregiudizi e l’aspetto esteriore fanno scegliere tra un candidato piuttosto di un altro!almeno questo è ciò che ho notato finora!purtoppo è brutto sia da fare che da dire..ma credo sia un pò la natura dell’uomo avere dei pregidizi!dunque figuriamoci se ci fosse la possibilità di vedere dei video compromettenti sui lavoratori..un dramma per loro!e su questo non ci sono dubbi!
Agosto 21st, 2008 at 9:13 am
In effetti, dare troppe informazioni personali in pasto alla rete può creare dei problemi. Io utilizzo i social media solo da un punto di vista professionale, giusto per mantenere vive le relazioni con colleghi, clienti e fornitori.
Andrea, hai citato linked-in: ho notato in certi profili il link al proprio blog personale (dalla serie: oggi ho fatto questo, domani quello…insomma informazioni davvero interessanti!) Questo è l’”abc” da non seguire: un datore di lavoro, un responsabile, un collega può sicuramente farsi i “cavoli” altrui….ovviamente facendosi un quadro mentale su aspetti che non gli competerebbero.
Quindi, anche in linked-in attenti con chi vi linkate, blindate il Vostro profilo ad occhi indiscreti ed evitate di aggiornare la propria rete con i “vostri movimenti”.
Colgo l’occasione per segnalare un altro social network:
http://www.xing.com che sta prendendo piede in europa con circa 5 milioni di profili e sviluppato in più lingue (anche in italiano).
Agosto 21st, 2008 at 10:38 am
@Max
Grazie del commento!
E’ proprio vero che il link al blog personale è da evitare, se si inseriscono contenuti ‘personali’ e poco interessanti dal punto di vista professionale. A dire il vero, anche nel nostro
settore, ci sono parecchi personaggi che lo fanno (a mio parere sbagliando).
Ora ti saluto e corro a iscrivermi a Xing
Agosto 21st, 2008 at 1:26 pm
@Agnese
Che piacere leggere un tuo commento!
Interessante il punto di vista di chi è dall’altra parte della baracca.
Meno male che non ci sono molti selezionatori che cercano ancora informazioni nel web…Ma la nostra fine è vicina…Non avremo più segreti!
In riferimento a quello che diceva Andrea Moro, un vero problema è che se le informazioni le hanno i selezionatori al colloquio manco ti chiamano e non potresti neanche far vedere quello che vali!
Agosto 21st, 2008 at 1:35 pm
@Andrea
parli di informazioni reperite in rete? Non ti seguo. O alludi comunque al segno zodiacale deducibile dalla data di nascita et simile?
Cmq è sconcertante quanto ha detto Agnese. Voglio ben sperare che sia solo un (fottuto) comportamento nostrano!
Quanto ai legami sociali (social networking per gli amici) cerco di ben evitare, al di là di tutto, di pubblicare sul mio blog “ieri sono andato al cinema” o “mi sono ubriacato come un criceto” (anche perchè sono astemio :D).
La vita sociale dovrebbe essere qualcosa di astratto ma pubblicamente collettivo, almeno la penso così.