Un’applicazione iPad di e-mail marketing per i commercianti

April 20th, 2011 § 0 comments

Vi segnalo una bellissima applicazione per iPad che mostra le potenzialità del device come mezzo di raccolta di informazioni dei clienti (in special modo indirizzi e-mail) per negozianti e commercianti in genere.

Immaginate qualsiasi impresa/azienda/ente a contatto con il pubblico (un negozio, un bar, una discoteca, un supermercato, un ristorante, un ospedale, medico di base, ecc.) che vorrebbe migliorare la fidelizzazione dei propri clienti o la comunicazione, attraverso il mailing.

L’ostacolo principale per avviare attività di questo genere in genere è il database: è infatti difficile raccogiere gli indirizzi e-mail dei clienti di un negozio: tante cose da fare, gestire e la raccolta ed il mailing passa in secondo piano.

Come rendere semplice la raccolta degli indirizzi e la loro memorizzazione in un sistema di gestione della newsletter?

Ecco un interessante applicazione proposta da MailChimp: molto semplice, quanto interessante come esperimento.

Grazie a Martina per avermi contagiato sull’argomento :-)

< / TSW> Dal radicchio al tortellino

April 19th, 2011 § 18 comments

Ebbene sì, il momento di cambiare è arrivato: dopo 4 anni di onorato servizio lascio TSW e Treviso, capitale del radicchio, per dirigermi in Yoox a Bologna, capitale del tortellino…sicuramente non morirò di fame ;-)

radicchio rosso tardivo di Treviso

Questa la mail di commiato ai colleghi che replico nel mio blog per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con me durante questa fantastica esperienza. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Restyling di un sito web e SEO: un’occasione da non perdere ma attenzione a non fare disastri!

April 18th, 2011 § 4 comments

Nel momento in cui ci si imbatte nella pubblicazione del restyling di un sito web, le cose da fare sono sempre troppe.

In molti casi per riuscire ad andare online rispettando i tempi imposti, si devono fare delle scelte: talvolta ci si trova davanti alla situazione di dover posticipare alcune attività e gestire la pubblicazione di un sito web in diverse release intermedie.

Questo approccio modulare ai progetti è oramai consolidato e spesso è derivato da questioni di costi/benefici e da tempi sempre troppo stretti:

Image credit pratical-ia.com by Donna Spencer

Durante la pianificazione di un restyling web, si deve assolutamente evitare che la SEO non venga ritenuta come essenziale e che le attività di progettazione ed ottimizzazione vengano ridotte o posticipate rispetto alla messa on line del sito per due ragioni:

  • conservativa, ovvero scongiurare la perdita di posizionamenti e traffico ottenuti nel tempo;
  • migliorativa, per sfruttare l’occasione del restyling per ottenere un forte boost di traffico SEO.

Il momento del restyling, inoltre, è davvero molto importante e, se sfruttato a dovere, può dare buoni risultati in termini di visibilità.

Quando si mette on line la nuova versione di un sito, infatti, Google “drizza” le orecchie e avvia una procedura di deep crawling, ovvero ricerca in modo approfondito tutti i nuovi contenuti e le nuove pagine avviando una rivalutazione del valore del sito eventualmente modificandone i posizionamenti.

Durante il deep crawling, il sito viene scansionato in modo intenso e profondo, più di quanto Googlebot faccia durante la “normale vita” del sito: quindi se vengono inserite delle migliorie al sito contestualmente alla messa on line del sito i tempi di assorbimento e miglioramento del posizionamento sono più brevi ed efficaci rispetto ad un’ottimizzazione a posteriori.

Di seguito vorrei condividere un primo elenco di attività essenziali da mettere assolutamente in campo prima del go live, se si spera di limitare i danni durante un restyling (vi invito a segnalarmi eventuali osservazioni o integrazioni nei commenti ;-) ): CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Link building per drogare le SERP: Google in crisi tampona con interventi manuali

March 30th, 2011 § 47 comments

Riprendo dopo un po’ di inattività a scrivere sul mio blog per analizzare un caso che evidenzia in modo lampante come l’algoritmo di Google sia ancora un po’ troppo ingenuo nell’interpretazione del trust dei siti web.

Ma come può succedere, Google non è l’infallibile leader incontrastato del Search?

1- La qualità dei risultati di Google non è infallibile: il caso JCPenney

Leggendo le ultime notizie più ecclatanti sul fronte della “qualità” dei risultati emerge che Google sembra aver perso lo smalto di un tempo, come sottolinea in modo molto deciso TechCruch con il titolo  “Search Still sucks” e con questo passaggio con qualche riferimento al passato e ad AltaVista:

“For someone who’d been using AltaVista for years before that it was a very pleasant experience. Anyone who was on the Internet before Google came along knows exactly what I’m talking about. Google just felt right. It got the job done.
It’s been a creeping feeling, growing over the years, but it sort of feels like pre-Google again. Search is a really bad overall experience.”

Tra gli altri anche il New York Times pubblica un articolo/denuncia parlando del sito di JCPenney, posizionato in modo egregio per un numero di parole chiave anche molto diverse tra loro.

La ragione del posizionamento eccelso?

Un’azione di link building di “bassa” lega riassunta in queste parole:

2,015 pages with phrases like “casual dresses,” “evening dresses,” “little black dress” or “cocktail dress.” Click on any of these phrases on any of these 2,015 pages, and you are bounced directly to the main page for dresses on JCPenney.com.
Some of the 2,015 pages are on sites related, at least nominally, to clothing. But most are not. The phrase “black dresses” and a Penney link were tacked to the bottom of a site called nuclear.engineeringaddict.com. “Evening dresses” appeared on a site calledcasino-focus.com. “Cocktail dresses” showed up on bulgariapropertyportal.com. ”Casual dresses” was on a site called elistofbanks.com. “Semi-formal dresses” was pasted, rather incongruously, on usclettermen.org.

2. Un esempio anche in Italia nel settore dei prestiti

Credo che abbiamo tutti avuto modo di osservare, infatti, come anche nel mercato italiano si posizionano siti meno “autorevoli” che “drogano” la loro autorevolezza grazie ad una lauta semina in rete di link “finti”, “non spontanei” o “forzati”.

Vorrei analizzare a titolo esemplificativo un sito appena sparito dalle SERP, che io ed il mio collega Davide abbiamo mantenuto come osservato speciale.

Prestitipersonaliok.net che si posizionava fino a ieri  (29/3/2011) in modo egregio per la parola chiave competitiva “prestiti personali”.

Ora invece è (giustamente) sparito dalle SERP per un intervento manuale del buon Google…

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Google instant preview: la rivincita dei SEO-puristi-rompi-scatole sui por-SEO

November 22nd, 2010 § 3 comments

Questo post raccoglie qualche riflessione scaturita dall’introduzione di Google Instant Preview datata 9 novembre 2010 (anticipato in un precedente post ).


In particolare vorrei focalizzarmi sulle conseguenze derivanti dall’errore di visualizzazione dei rich content nell’anteprima dei risultati nelle SERP (alcuni esempi in questo post di Davide. ).

Sembra, infatti, che moltissimi siti web anche illustri abbiano delle anteprime dei risultati davvero scadenti a causa dell’uso di Flash o in generale di tecniche poco inclini ad alcuni aspetti SEO, usabilità e accessibilità.

Insomma tutti i contenuti che dovrebbero veicolare comunicazione dell’azienda, dare un posizionamento in termini di brand ad un sito web, in realtà nella SERP (se non ottimizzati a dovere) diventano quasi controproducenti.

Qui l’esempio dell’anteprima sito di Louis Vuitton che appare grigia con un bel pezzo di puzzle…niente male, no?:

Dal mio punto di vista Google Instant Preview permette all’utente di intercettare in modo rapido alcune magagne che possono dare fastidio all’utente durante l’utilizzo di Google :

  • la scarsa attenzione all’accessibilità con l’uso/abuso di Flash, Splash Pages, virtuosismi di rich content senza fornire contenuti alternativi usabili e che permettono un’esperienza utente soddisfacente;
  • alcune tecniche posizionamento al quanto discutibili dal punto di vista dell’usabilità che ancora funzionano. ( Penso al proliferare di siti Made For AdSense, pagine simil doorway, ecc. )

Insomma lato utente questa nuova funzionalità in qualche modo mette ancora di più a nudo i limiti di Big G e palesano lo scarso livello di qualità dei risultati di Google per alcune SERP (qui l’ambitissima pagina prestiti personali con MFA in bella vista).

SERP prestiti personali Instant Preview

Inoltre per chi ha un occhio più smaliziato, l’apparizione dell’anteprima della pagina direttamente in SERP ha evidenziato le due “personalità del SEO”:

  • il POR-SEO che affronta il progetto al solo scopo di far indicizzare i contenuti a Googlebot e ad ottenere dei posizionamenti infischiandosene dell’utente;
  • il SEO-purista-rompi-scatole che si impone di lavorare applicando le regole dell’usabilità e dell’accessibilità alla SEO, non pensa prima a Googlebot ma a come “andrebbero fatte bene le cose”.

Vediamole un po’ nel dettaglio:

1- Il POR-SEO (in lingua veneta maiale :-) )

Davanti ad un problema di indicizzazione cerca dei workaround attorno al lavoro eseguito dall’agenzia che si è occupata dello sviluppo per forzare lo spider all’interno dei contenuti più che accompagnare l’utente alla consultazione. Spesso cerca soluzioni low cost che con poco garantiscono la raggiungibilità dei contenuti allo spider ma non strizzano l’occhio all’utente.

Il catalogo di soluzioni fornite dal POR-SEO sono ad esempio:

  • l’inserimento di preziosissimi link nel footer;
  • l’uso di testi nascosti o non visibili;
  • l’uso del tag noscript/noembed inserendo testi creati per il posizionamento non visti dagli utenti;
  • pagine mappa con centinaia di link;
  • ecc. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»