Analisi competitiva SEO: un template Excel per una comparazione delle performance

October 1st, 2012 § 9 comments

L’analisi delle performance dei competitors nei motori di ricerca è una questione spinosa: è difficile dare una misura esatta di quanto un player performi meglio di un altro non potendo disporre dei dati di traffico di tutti i siti web.

L’unico modo, per quanto approssimativo, di eseguire qualche stima è analizzare i posizionamenti dei competitors pesandoli in base all’importanza delle parola chiave.

In questo post provo a fornire qualche spunto utile per svolgere un’analisi competitiva SEO, concludendo anche con un cadeaux: un template Excel per la gestione e presentazione dei dati.

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Test di usabilità fai da te: le 10 cose che ho imparato da Steve Krug al From The Front

September 27th, 2012 § 2 comments

Giovedì 20 settembre grazie a Pagus Media ho potuto partecipare al workshop “Do-It-Yourself Usability Testing organizzato dalla crew From The Front nella suggestiva cornice del Salone Settecento a Palazzo Isolani, nel cuore del centro di Bologna.

La giornata è stata capitanata da una personalità di spessore mondiale: il mitico Steve Krug, autore di “Don’t Make Me Think” e “Rocket Surgery Made Easy“, colui che ha sempre professato il concetto di usabilità semplice, da fare in casa, senza paranoie e senza paura di sbagliare.

Salone Settecento Palazzo Isolani

 Foto scattata durante il corso da Alessandra Farabegoli, pubblicata nel suo account Twitter CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Trello, tool di project management utile per il web marketing

August 27th, 2012 § 8 comments

1. Il  fallimento dei tool di project management classici

Se penso ai tool classici di project management (come ad esempio Microsoft Project o AtTask) ne ho un’immagine di uno strumento davvero molto complesso con mille funzioni e grandi opportunità.

Permettono infatti di:

  • definire dei progetti ai quali associare delle attività;
  • schedulare attività con una definizione dei tempi assegnandone delle risorse;
  • fare in modo che le persone segnino il loro impegno orario sui diversi task di progetto;
  • definire delle dipendenze tra attività;
  • costruire dei diagrammi di Gantt;
  • fare la contabilità analitica della redditività di progetto (WOW! :-));
  • e molto ma molto altro.

Personalmente sulla carta mi piacciono molto questi software, anche se non sono applicabili su tutti i progetti: funzionano molto bene per progetti caratterizzati da processi lineari e con iter ben consolidati con un inizio o una fine, con attività schedulabili già nelle prime fasi di progetto, dove sono impiegati diversi team di lavoro e dove l’impatto/influenza di attori esterni è medio/basso.

Lo sviluppo di un sito web complesso e strutturato è un caso di progetto con tempi abbastanza consolidati e lineari, dove strumenti di project management tradizionali possono anche funzionare bene.

Ma che cosa succede se al posto di parlare di sviluppo web si parla di promozione dei siti web? Sì insomma di web marketing…tipo SEO, SEM, DEM, ADV, CRO, ecc. (potrei andare avanti per anni gli gli acronimi :-D )

Personalmente ho sempre diffidato molto dall’uso di questi toolsne ho provati diversi ma non sono mai riuscito ad usarli per più di tre volte di fila, magari per incapacità del sottoscritto oppure per lo shock di aver provato ad usare Microsoft Project per gestire progetti SEO qualche anno fa … :-) CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Link building con i widget nell’era della condivisione: 5 consigli e un caso virtuoso

April 16th, 2012 § 6 comments

Una volta che un sito è ben ottimizzato e c’è una content strategy fatta a dovere, ostinarsi a rifinire i fattori on page è davvero tempo sprecato.

Cyrus Shepard in una recente Whiteboard su SEOMOZ ricorda che in questi ultimi giorni Matt Cutts ha rilasciato l’ennesimo editto SEO, dove rammenta che Google si sta muovendo per ridimensionare il posizionamento dei siti over ottimizzati.

per dirla con una frase…Smettila di ottimizzare, ma inizia a creare qualcosa di nuovo!

In questo scenario, guadagnare link di qualità lasciando da parte certe tecniche di link building border line è davvero uno dei temi centrali.

Nell’era della condivisione, uno degli strumenti più utili per ottenere link è quello di creare dei widget: un sito web fornisce gratuitamente  una funzionalità alla comunità del web e come “remunerazione” richiede l’inserimento di un link che punta al proprio sito.

Slideshare, ad esempio, ad ogni inserimento di una presentazione nel proprio sito propone all’utente un codice HTML contenente un link testuale verso la presentazione.

In questo post raccolgo una serie di consigli se vi accingete a prendere la strada della costruzione di un widget per generare link, con un esempio virtuoso finale.

1. Scopri come potresti essere utile e appetibile

Si tratta della fase più difficile e creativa in cui si deve capire come un’azienda o un sito possa essere utile ad altri siti, offrendo una funzionalità degna di essere ospitata altrove.

Le funzionalità offerte non devono essere per forza direttamente correlate ad un’azione di conversione, bisogna invece concentrarsi su una reale utilità per gli utenti.

Mi rendo conto che a parole possa sembrare facile, ma con un po’ di immaginazione e creatività in alcuni casi si possono raggiungere ottimi risultati.

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Mobile First: l’approccio di progettazione siti web con il mobile in testa

April 2nd, 2012 § 5 comments

Venerdì ho partecipato ad una giornata di formazione davvero rilassante immerso nei colli dell’Appennino Bolognese dove abbiamo giocato con presentazioni e lambrusco.

In questo post vorrei “sbobinare” la presentazione che ho fatto sul mobile first: una filosofia di progettazione dei siti web che è diventata il cavallo di battaglia di Luke Wroblewski, autore di un libro e di moltissime presentazioni sull’argomento.

L’approccio classico alla progettazione di un sito web mobile molto spesso è subordinata a quella del sito web per desktop. Generalmente si parte dalla progettazione del sito per desktop, ragionando in profondità sul look ‘n feel, sui contenuti da servire all’utente e sulle funzionalità da rendere disponibili.

Dopo aver ragionato per mesi alla versione PC, si passa poi alla progettazione mobile: il rischio di questo processo è che si possa voler in tutti i modi di far incastrare tutti i contenuti in uno schermo molto più piccolo.

mobile first: la metafora della valigia piena

Il risultato è un sito web non pensato per gli utenti mobile e che spesso ricalca la stessa struttura e approccio del sito per desktop: questo causa spesso inefficienza e una scarsa soddisfazione degli utenti.

I motivi possono essere molteplici:

  • ritardo di progetto a causa dell’incertezza del cliente sul design della grafica dell’homepage;
  • la fase di approvazione dell’IA è stata molto faticosa, ripensarla per il mobile potrebbe generare eccessiva tensione nel progetto;
  • poca dimestichezza del team a pensare mobile;
  • ecc.

Il mobile first, invece, prevede un ribaltamento di prospettiva dove prima viene progettato il sito mobile e solo successivamente si lavora alla versione desktop. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»