Link building con i widget nell’era della condivisione: 5 consigli e un caso virtuoso

April 16th, 2012 § 6 comments

Una volta che un sito è ben ottimizzato e c’è una content strategy fatta a dovere, ostinarsi a rifinire i fattori on page è davvero tempo sprecato.

Cyrus Shepard in una recente Whiteboard su SEOMOZ ricorda che in questi ultimi giorni Matt Cutts ha rilasciato l’ennesimo editto SEO, dove rammenta che Google si sta muovendo per ridimensionare il posizionamento dei siti over ottimizzati.

per dirla con una frase…Smettila di ottimizzare, ma inizia a creare qualcosa di nuovo!

In questo scenario, guadagnare link di qualità lasciando da parte certe tecniche di link building border line è davvero uno dei temi centrali.

Nell’era della condivisione, uno degli strumenti più utili per ottenere link è quello di creare dei widget: un sito web fornisce gratuitamente  una funzionalità alla comunità del web e come “remunerazione” richiede l’inserimento di un link che punta al proprio sito.

Slideshare, ad esempio, ad ogni inserimento di una presentazione nel proprio sito propone all’utente un codice HTML contenente un link testuale verso la presentazione.

In questo post raccolgo una serie di consigli se vi accingete a prendere la strada della costruzione di un widget per generare link, con un esempio virtuoso finale.

1. Scopri come potresti essere utile e appetibile

Si tratta della fase più difficile e creativa in cui si deve capire come un’azienda o un sito possa essere utile ad altri siti, offrendo una funzionalità degna di essere ospitata altrove.

Le funzionalità offerte non devono essere per forza direttamente correlate ad un’azione di conversione, bisogna invece concentrarsi su una reale utilità per gli utenti.

Mi rendo conto che a parole possa sembrare facile, ma con un po’ di immaginazione e creatività in alcuni casi si possono raggiungere ottimi risultati.

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Mobile First: l’approccio di progettazione siti web con il mobile in testa

April 2nd, 2012 § 5 comments

Venerdì ho partecipato ad una giornata di formazione davvero rilassante immerso nei colli dell’Appennino Bolognese dove abbiamo giocato con presentazioni e lambrusco.

In questo post vorrei “sbobinare” la presentazione che ho fatto sul mobile first: una filosofia di progettazione dei siti web che è diventata il cavallo di battaglia di Luke Wroblewski, autore di un libro e di moltissime presentazioni sull’argomento.

L’approccio classico alla progettazione di un sito web mobile molto spesso è subordinata a quella del sito web per desktop. Generalmente si parte dalla progettazione del sito per desktop, ragionando in profondità sul look ‘n feel, sui contenuti da servire all’utente e sulle funzionalità da rendere disponibili.

Dopo aver ragionato per mesi alla versione PC, si passa poi alla progettazione mobile: il rischio di questo processo è che si possa voler in tutti i modi di far incastrare tutti i contenuti in uno schermo molto più piccolo.

mobile first: la metafora della valigia piena

Il risultato è un sito web non pensato per gli utenti mobile e che spesso ricalca la stessa struttura e approccio del sito per desktop: questo causa spesso inefficienza e una scarsa soddisfazione degli utenti.

I motivi possono essere molteplici:

  • ritardo di progetto a causa dell’incertezza del cliente sul design della grafica dell’homepage;
  • la fase di approvazione dell’IA è stata molto faticosa, ripensarla per il mobile potrebbe generare eccessiva tensione nel progetto;
  • poca dimestichezza del team a pensare mobile;
  • ecc.

Il mobile first, invece, prevede un ribaltamento di prospettiva dove prima viene progettato il sito mobile e solo successivamente si lavora alla versione desktop. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Store locator, un’occasione da sfruttare per la SEO

March 19th, 2012 § 6 comments

Moltissime aziende che possiedono una catena di negozi per vendere i propri prodotti, inseriscono all’interno del sito una sezione store locator che permette agli utenti di ottenere informazioni sugli orari di apertura, l’indirizzo, il numero di telefono, ecc.

Questa sezione potrebbe trasformarsi in una vera e propria occasione per aumentare la visibilità dei punti vendita nei motori di ricerca, non solo per le ricerche da PC ma anche per le query effettuate da dispositivi mobile.

Inoltre con il Venice Update, Google premia i risultati localizzati non solo per parole chiave (business + località), ma anche per ricerche generiche personalizzate per area geografica. Qui un esempio tratto dall’ottimo post di SEOMOZ sul Venice Update, dove la SERP per la query “Divorce Attorney” localizzata per la location “Chicago” mostra in evidenza dei risultati relativi alla città.

Quindi l’obiettivo del posizionamento è da considerarsi duplice: da un lato bisogna lavorare sulle Mappe di Google per essere rilevanti sugli “One box Universal Search” ma dall’altro è necessario porre grande attenzione ai risultati testuali. 

Qui un esempio della catena Walmart per la ricerca “Walmart Mountain View” vengono mostrati:

  • (in alto) un “One box Universal Search” delle Mappe con l’indirizzo, numero di telefono ed un link che porta a walmart.com sulla pagina di dettaglio dello store;
  • (nella spalla destra) una miniatura della mappa integrata con orari di apertura e recensioni;
  • (nei risultati testuali) una pagina dello store locator con la mappa degli store Walmart vicini a Mountain View.

La situazione ideale lato utente è quella di portare l’utente da una ricerca localizzata (ad es. “prada milano“, “negozio limoni parma“, ecc.), verso la pagina interna dello store locator del brand con le informazioni del punto vendita più vicino o in alternativa nella scheda di Google Maps con tutti i dettagli del negozio.

Una buona progettazione in ottica SEO dello store locator e qualche attività su Google Places for Business possono essere un buon modo per ottenerli entrambi.

Di seguito una lista di consigli utili per raggiungere l’obiettivo del posizionamento: CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Web analytics per e-commerce: le 10 irrinunciabili viste sui dati

March 5th, 2012 § 5 comments

La web analytics per un’e-commerce è un’attività di fondamentale importanza perché garantisce una profonda analisi dei rendimenti: permette di capire ad esempio l’efficacia di ogni singola campagna, i risultati di un’attività di social media marketing, le migliorie derivanti da una modifica al sito, ecc.

Tutto questo è possibile solo se si ha a disposizione uno strumento che integra dati delle visite al sito con le transazioni e-commerce.

Se utilizzate Google Analytics il processo di integrazione con i dati di e-commerce è abbastanza semplice: è sufficiente abilitare il modulo e-commerce dal menù di impostazione del profilo, poi aggiungere al momento dell’acquisto il seguente codice che permette il corretto tracciamento dell’acquisto.

<script type="text/javascript">
  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push(['_setAccount', 'UA-XXXXX-X']);
  _gaq.push(['_trackPageview']);
  _gaq.push(['_addTrans',
    '1234',           // order ID - required
    'Acme Clothing',  // affiliation or store name
    '11.99',          // total - required
    '1.29',           // tax
    '5',              // shipping
    'San Jose',       // city
    'California',     // state or province
    'USA'             // country
  ]);

   // add item might be called for every item in the shopping cart
   // where your ecommerce engine loops through each item in the cart and
   // prints out _addItem for each
  _gaq.push(['_addItem',
    '1234',           // order ID - required
    'DD44',           // SKU/code - required
    'T-Shirt',        // product name
    'Green Medium',   // category or variation
    '11.99',          // unit price - required
    '1'               // quantity - required
  ]);
  _gaq.push(['_trackTrans']); //submits transaction to the Analytics servers

  (function() {
    var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
    ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
    var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();

</script>

Per avere i dati precisi sulle conversioni e la canalizzazione degli utenti è bene configurare bene anche gli obiettivi ed le URL delle pagine che rappresentano i diversi step del flusso di conversione.

Qui un possibile esempio con un processo di acquisto che si articola in 6 passi:

  1. punto di ingresso al sito (homepage, landing pages, pagina promozionale, ecc. );
  2. visualizzazione scheda prodotto;
  3. aggiunta al carrello;
  4. inserimento anagrafica e informazioni di spedizione;
  5. effettuazione pagamento;
  6. acquisto completato.

Una volta a disposizione lo strumento opportunamente configurato è possibile estrarre un sacco di dati davvero interessanti: in questo post raccolgo le 10 irrinunciabili viste sui dati per l’analisi di rendimento di un e-commerce. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

SEO per i video: qualche tip per migliorare il posizionamento dei video

February 27th, 2012 § 7 comments

I video sono senza dubbio un’arma di comunicazione digitale davvero molto efficace, e l’ottimizzazione nei motori di ricerca dei video può essere un ottimo modo per attrarre nuovi visitatori.

Perchè considerare i video come un’opportunità per la SEO?

Forrester già nel “lontano” 2009 affermava che usare i video è il miglior modo per ottenere visibilità nei motori di ricerca per due ragioni principali.

I risultati Blended Search sono davvero molto presenti nelle SERP: un’analisi di SearchMetrics stima che il 15% circa delle SERP di Google contiene dei video e vengono mostrati in media 2,2 video per ciascuna pagina.

 

I risultati video, così come tutti i risultati non testuali, sono in grado di attirare l’attenzione degli utenti scardinando il concetto di Golden Triangle. L’immagine sotto tratta da un interessante studio di eyetracking di Dr. Pete su Google Universal Search mostra come il video al secondo posto per la parola chiave “How to make a pizza” risulta molto più visto del risultato testuale presente al primo posto.

 

Pensate quanto può essere importante il posizionamento dei video per una casa automobilistica che vuole massimizzare la propria visibilità per parole chiave relative ai propri modelli di auto:

Oppure ad un e-commerce di scarpe che vuole posizionarsi per i nomi delle scarpe da ginnastica Nike più vendute.

Qualche consiglio per l’ottimizzazione dei video

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