Zero moment of truth: il nuovo modello di marketing firmato Jim Lecinski

February 6th, 2012 § 2 comments

In questo post vorrei riassumere e consigliare la lettura di un e-book davvero illuminato di Jim Lecinski, dove viene descritto un nuovo modello mentale di marketing che introduce uno step ulteriore, ovvero il ZERO moment of truth.

Prima dell’avvento di internet il modello mentale del marketing era principalmente rivolto a colpire il consumatore in tre principali momenti:

  • lo stimolo, ovvero colpire il consumatore con l’esposizione del proprio marchio attraverso diverse forme di pubblicità: l’ADV nei mass-media come TV e giornali, la sponsorizzazione di eventi, l’esposizione di cartelloni pubblicitari, l’invio via posta di offerte volantino, ecc.
  • il primo momento della verità (FMOT), ovvero l’esperienza del cliente nel punto vendita: l’efficienza e la preparazione del personale addetto alla vendita, una politica di prezzi conformi con le aspettative del cliente, ecc.
  • il secondo momento della verità nel post-vendita (SMOT), quando il consumatore utilizza il prodotto che ha acquistato e raggiunge il proprio obiettivo ottenendone soddisfazione.

 

Internet ha rivoluzionato l’accesso alle informazioni e ora molto spesso i consumatori dopo essere stati “colpiti” dallo stimulus si informano attraverso la rete, prima di andare nello scaffale nel cosiddetto Momento Zero della verità (ZMOT).

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Osservatorio Mobile Marketing & Service: finalmente un’accelerazione.

January 30th, 2012 § 0 comments

Giovedì 26 Gennaio 2012 al Politecnico di Miano si è tenuto il convegno “Mobile Marketing & Service: finalmente un’accelerazione” organizzato dall’Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano. Si è trattato di un ottimo momento per fare un po’ il punto sullo scenario del mobile marketing italiano, oggi più che mai in fibrillazione vista la crescita del 2011. L’Aula de Carli era davvero gremita in ordine ordine di posto, segno che l’interesse degli addetti ai lavori è vivo.

La prima cosa che è emersa dal convegno è che oramai il mobile non è più il futuro ma il presente: rappresenta, infatti il 5% della spesa di advertising digitale (con una previsione del 10% tra due anni) e i dati sulla penetrazione sia in termini di dotazione dello smartphone che di uso di internet in mobilità sono davvero positivi.

Come gli utenti usano lo smartphone?

Si stima che in Italia vi siano 20 milioni di smartphone (ovvero il 42% dei cellulari) e che il 50% degli utenti lo utilizza per navigare tutti i giorni per un tempo medio di 45 minuti al giorno. Contrariamente a quanto si possa pensare il mobile internet non è ancora in vera mobilità: oltre il 50% lo fa principalmente da casa, il 44% usa prevalentemente reti Wi-fi ( 63% per gli utenti dai 16 ai 24 anni).

L’utilizzo del mezzo avviene spesso in background con un picco di utilizzo dalle 18 in poi, segno che spesso il mobile internet è utilizzato in casa mentre si sta facendo altro.

Mi è piaciuta una frase del prof. Noci per descrivere il ruolo del mobile nella vita di tutti i giorni, definendolo come il mouse per relazionarsi con il mondo: un’interfaccia da utilizzare tutti i giorni nel contesto giusto per scegliere il ristorante dove cenare, per guardare l’orario dei treni ed il meteo, per acquistare i biglietti del cinema, per scoprire le offerte più interessanti dei supermercati vicini prima di fare la spesa.

Come le aziende possono sfruttare l’opportunità?

Il mobile è il presente e oramai è diventato parte integrante della vita delle persone, le aziende quindi non devono lasciarsi sfuggire l’opportunità: il mobile deve diventare parte integrante del media mix oltre che dell’organizzazione aziendale. Dev’essere affrontato con un approccio strategico, curato e seguito da competenze specializzate in materia. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Email analytics: misurare l’ e-mail marketing

January 25th, 2012 § 4 comments

Lo scenario del mondo del mail marketing negli anni sta cambiando, evolvendo da un semplice invio massiccio di messaggi pubblicitari “sparati” nel mucchio ad un vero e proprio strumento che permette una comunicazione altamente targetizzata, se non addirittura one-to-one.

Esistono moltissime aziende in grado di offrire piattaforme avanzate di gestione mail e liste di indirizzi, è presente un vero e proprio marketplace di database profilati ai quali è possibile inviare messaggi targetizzati e le aziende, che un tempo erano prettamente partner tecnologici, prestano il loro know-how nel settore offrendosi come consulenti nella gestione di questo canale.

In questo scenario sempre più complesso ed articolato misurare le performance dell’email marketing diventa vitale: in questo post raccolgo una serie di KPI da monitorare ed una possibile strada per ottenere dei dati interessanti anche attraverso l’uso di Google Analytics.

1. KPI principali

Lo schema qui a fianco rappresenta un classico Conversion funnel che mostra i diversi passi necessari per passare dalla semplice mail spedita all’effettiva azione di conversione.

DELIVERY RATE: indica il numero di mail consegnate rispetto al numero di mail inviate ed è un indicatore che  serve per valutare se l’invio delle mail si è concluso con successo.

L’abbassamento del delivery rate può essere causato, ad esempio, da un database con indirizzi errati, da destinatari con mailbox piene, ecc.

Per contro, la BOUNCE RATE identifica il numero di messaggi rifiutati dal server di destinazione rispetto al totale degli inviati. I rimbalzi si possono a loro volta classificare in due sotto gruppi: hard bounces (invio ad indirizzi non validi) e soft bounces (errori temporanei).

In questo post potete trovare qualche informazione in più sui rimbalzi delle e-mail. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Software per la online brand reputation: le cose da considerare

January 16th, 2012 § 5 comments

Gli ultimi due anni sono stati segnati dall’esplosione del mercato dei social media e della online brand reputation: migliaia di aziende propongono servizi di questo tipo ed è davvero difficile orientarsi in un mercato così frammentato.

social crm

Per sapere che cosa si dice in rete a proposito di un brand o di un prodotto è necessario avvalersi di uno strumento in grado di reperire le informazioni sul web e che possa dare una visione di insieme attraverso grafici e viste utili per la condivisione in azienda.

In questo post vorrei elencare alcuni dei fattori da tenere in considerazione per la valutazione di uno o più software per svolgere l’attività di brand reputation. Se per caso avete dei suggerimenti o integrazioni, sono felice di discuterne con voi nei commenti o in giro in rete :-) .

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Errori nelle form con Google Analytics: configurazione, metriche e alternative

January 9th, 2012 § 0 comments

Una delle fasi più critiche dell’esperienza utente in un sito web è la compilazione di form: esse solitamente sono la fase preliminare di una conversione e quindi per un sito web è importante che tutto sia tirato al lucido.

Per migliorare le performance in termini di conversione di una form ci può essere d’aiuto Google Analytics, che offre la possibilità di tracciare gli errori di compilazione delle form attraverso gli eventi.

In poche parole, ogni qualvolta un utente visualizza un messaggio di errore ed un invito alla revisione della compilazione, il sistema dovrebbe registrare il motivo dell’errore (ad es. formato CAP non valido, email non valida, ecc.).

In questo modo, avendo le informazioni sugli errori più frequenti, si possono mettere in pratica delle migliorie in termini di interfaccia che prevengano l’incorrere di errori e che di conseguenza migliorino il tasso di conversione.

Se rilevo, per esempio, che il 15% delle compilazioni delle form vanno in errore a causa della scelta di uno username già presente, dovrò prevedere una funzione di controllo della presenza dello username inserito.

Nel post prima suggerisco una possibile configurazione di Google Analytics da fare per ottenere dei buoni dati, per poi analizzare una serie di metriche da calcolare (ce ne potrebbero essere davvero trentamila :-)  ed infine suggerisco un software alternativo a Google Analytics per il tracciamento delle form).

Se per caso avete delle integrazioni o delle migliorie sarei davvero felice di discuterne nei commenti o nei social (non si finisce mai di imparare :-) ). CONTINUA A LEGGERE IL POST »»