17 siti web creativi da tenere nel cassetto per il 2012

January 2nd, 2012 § 2 comments § permalink

Per questo inizio anno ritorno dopo un po’ di tempo sul blog per raccogliere un po’ di esempi di web design interessanti da tenere nel cassetto, sperando in un 2012 ricco di nuovi e interessanti progetti.

1- Siti web che presentano homepage in grado di catturare l’attenzione con grandi immagini che garantiscono un’efficace comunicazione.
www.pocopeople.com.au

Poco people homepage

smokingtakeslives.org.au

Smoking takes lives Homepage

www.nikebetterworld.com

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Link building per drogare le SERP: Google in crisi tampona con interventi manuali

March 30th, 2011 § 45 comments § permalink

Riprendo dopo un po’ di inattività a scrivere sul mio blog per analizzare un caso che evidenzia in modo lampante come l’algoritmo di Google sia ancora un po’ troppo ingenuo nell’interpretazione del trust dei siti web.

Ma come può succedere, Google non è l’infallibile leader incontrastato del Search?

1- La qualità dei risultati di Google non è infallibile: il caso JCPenney

Leggendo le ultime notizie più ecclatanti sul fronte della “qualità” dei risultati emerge che Google sembra aver perso lo smalto di un tempo, come sottolinea in modo molto deciso TechCruch con il titolo  “Search Still sucks” e con questo passaggio con qualche riferimento al passato e ad AltaVista:

“For someone who’d been using AltaVista for years before that it was a very pleasant experience. Anyone who was on the Internet before Google came along knows exactly what I’m talking about. Google just felt right. It got the job done.
It’s been a creeping feeling, growing over the years, but it sort of feels like pre-Google again. Search is a really bad overall experience.”

Tra gli altri anche il New York Times pubblica un articolo/denuncia parlando del sito di JCPenney, posizionato in modo egregio per un numero di parole chiave anche molto diverse tra loro.

La ragione del posizionamento eccelso?

Un’azione di link building di “bassa” lega riassunta in queste parole:

2,015 pages with phrases like “casual dresses,” “evening dresses,” “little black dress” or “cocktail dress.” Click on any of these phrases on any of these 2,015 pages, and you are bounced directly to the main page for dresses on JCPenney.com.
Some of the 2,015 pages are on sites related, at least nominally, to clothing. But most are not. The phrase “black dresses” and a Penney link were tacked to the bottom of a site called nuclear.engineeringaddict.com. “Evening dresses” appeared on a site calledcasino-focus.com. “Cocktail dresses” showed up on bulgariapropertyportal.com. ”Casual dresses” was on a site called elistofbanks.com. “Semi-formal dresses” was pasted, rather incongruously, on usclettermen.org.

2. Un esempio anche in Italia nel settore dei prestiti

Credo che abbiamo tutti avuto modo di osservare, infatti, come anche nel mercato italiano si posizionano siti meno “autorevoli” che “drogano” la loro autorevolezza grazie ad una lauta semina in rete di link “finti”, “non spontanei” o “forzati”.

Vorrei analizzare a titolo esemplificativo un sito appena sparito dalle SERP, che io ed il mio collega Davide abbiamo mantenuto come osservato speciale.

Prestitipersonaliok.net che si posizionava fino a ieri  (29/3/2011) in modo egregio per la parola chiave competitiva “prestiti personali”.

Ora invece è (giustamente) sparito dalle SERP per un intervento manuale del buon Google…

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Il Pay-per-click come mezzo per trattenere i clienti scontenti: il caso della disdetta Sky Italia

October 25th, 2010 § 7 comments § permalink

Uno dei principali interessi di un’azienda è quella di mantenere i propri clienti, acquisiti con grande lavoro e sudore.

In alcuni casi per cercare di intercettare i clienti scontenti e cercare di farli desistere da un eventuale “divorzio”, potrebbe essere interessante l’utilizzo del keyword advertising che per caratteristiche di flessibilità e immediatezza è probabilmente uno dei mezzi più adatti in questo genere di casi.

Gli ingredienti della ricetta sono molto semplici:

  • si acquistano le parole chiave relative ad una potenziale “disaffezione” verso la marca o addirittura una volontà di interromperne il rapporto;
  • si mostra un annuncio che veicola un messaggio dedicato a loro con una leva “motivazionale”;
  • si invita l’utente ad un’azione nella landing page (ad esempio: chiamata ad un numero verde, rilascio dei recapiti del cliente, ecc.);
  • si attua una gestione CRM dedicata per questi contatti critici: non ci dev’essere attesa, personale altamente qualificato e cordiale, margini per applicare a tali clienti un approccio commerciale “elastico”, ecc. .

Si tratta di azioni particolarmente interessanti anche se nascondono molte insidie: gestire clienti particolarmente arrabbiati intercettandoli sul web necessita la massima attenzione in ogni piccolo passo.

Le conseguenze potrebbero essere la produzione di sfoghi o lamentele proprio sul mezzo grazie al quale il cliente è stato cercato, ovvero il web.

Ecco un esempio interessante di come può venir svolta un’attività del genere.

Caso Sky Italia.

1- Acquisto parole chiave in target e annuncio con leva promozionale, SERP dove attualmente vi sono diversi siti che offrono il modulo di disdetta Sky:

2- Landing page con l’invito all’azione (form di contatto) e messaggio dedicato “Vuoi lasciare davvero tutto questo?”:

Il pay per click diventa uno strumento strategico proprio perchè è in grado di colpire in modo semplice il pubblico che ricerca precise informazione in rete.

Sarebbe bello che le aziende “con le orecchie” utilizzassero ancora in modo maggiore la rete per tentare i cercare loro per primi i clienti scontenti e migliorare il rapporto azienda-cliente: sono tanti gli strumenti a loro disposizione, basta usarli nel modo migliore! Chissà magari un giorno anche la pubblica amministrazione lo farà per dare maggiore assistenza ai loro clienti (i cittadini)? Ai posteri l’ardua sentenza. :-)

Caso SEO Apple: quando una scarsa attenzione per la localizzazione, può rivelarsi un grosso autogoal

September 27th, 2010 § 6 comments § permalink

Già in passato sul capitolo localizzazione SEO di Apple si era espresso l’ottimo Duncan Norris sul blog di SEOmoz, con il post dal titolo “Why Apple Isn’t UK Enough for Google”, parlando del fatto che Google non amasse particolarmente la versione UK, privilegiando la madre patria US.
Sembra però ora che il mercato UK non abbia qui questo problema: tutto risolto per voi? Io direi di no.
Da qualche settimana, infatti, il sito Apple  ha qualche difficoltà a posizionarsi correttamente in google.it.
Ebbene sì, cercando il brand con il motore di ricerca in versione italiana indovina un po’ chi salta fuori? La versione svedese!
La stranezza è che nelle SERP i sitelinks sono localizzati correttamente. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Analisi sul fenomeno di pedofilo.com e vatican.va: Google ed il vaticano hanno peccato nella canonizzazione dei domini?

July 25th, 2010 § 21 comments § permalink

Il 17 luglio si è fatto un gran parlare del caso di vatican.va che ha subito uno scherzetto Black Hat da parte di un simpatico SEO messicano.
In pratica il risultato dell’azione ha portato il dominio “pedofilo.com” in testa ai risultati di Google per chiavi ricerca importanti quali vatican, vaticano, ecc. sia su google.it, che sulle versioni internazionali del motore di ricerca.

pedofilo.com prima del sito vatican.va

Molti giornali hanno citato il fatto dicendo che la causa del fenomeno era da ricondursi ad attacchi Hacker, di Google Bombing, di bug/glitch di Google, e chi più ne ha più ne metta:

In realtà a prima vista, al di là dello stupore per la forza dell’azione, sono rimasto un po’ perplesso per come i media hanno descritto il fenomeno: il Google Bombing a detta degli ingegneri di Google è stato sistemato, quindi potrebbe anche non trattarsi di un problema di questo tipo. (o non solo di questo)

Qualcun altro in rete ha manifestato qualche dubbio, ad esempio Giacomo Pelagatti su Twitter, il blog “L’interno dell’agnello“, il forum GT, Taller SEO (from Spain),

Per far sì che si tratti di Google Bombing è necessario che si abbia a disposizione un numero elevatissimo di risorse che linkino una pagina con degli specifici termini, come nel caso di miserable failure per George Bush, merda per italia.it, ecc.

In questo caso, però mi pare che il problema sia diverso, le attività di Google Bombing solitamente servono per associare un dominio noto ed affermato a temi diversi dal normale: in poche parole molti link con la parola “merda” portano Google a pensare che il portale turistico italia.it, sia associato non a temi turistici, ma a deiezioni umane.

Il risultato di questa azione, invece, è stato sostituire una pagina storicamente rilevante per un termine con un’altra pagina. Quindi che l’home page di pedofilo.com fosse ritenuta più rilevante dell’home page di www.vatican.va per parole chiave tipo vaticano, vatican, ecc.

Come è possibile che sia avvenuto tutto ciò? Facciamo un po’ di chiarezza per quanto possibile… CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

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