Splash page e manie visionarie da marketing (non web) CMS, e-commerce e rimozione dei contenuti: un problema x l’ottimizzazione nei motori di ricerca.
Jan 04

Questa mattina facendo una rassegna stampa mattutina mi imbatti in questo articolo dell’illustre Geminello Alvi, che in un suo editoriale parla dei blog. La mia modesta impressione è che quell’articolo sui blog ha davvero poco a che fare…O forse ha a che fare con la concezione di blog che hanno gli intellettuali italiani… Come dimenticare le sparate di Buttafuoco sui blog pieni di bugie (Articolo originale su La Stampa)?

Alvi, invece si concentra sugli insulti, presunti protagonisti delle argomentazioni dei blog…I blog vengono definiti come “un nervosismo di insulti svogliati, sfoghi di invidia o meschinità di cui si è felici: luoghi precari insomma, dove la coscienza e l’essere desti sono sospesi.

Intanto vorrei per prima cosa capire il motivo per cui ci sia l’associazione blog-insulti…forse ha qualcuno che parla male di lei? Blog non significa per nessuna ragione insulti, se non per qualche fantastica eccezione (per gli amanti del genere: una bella parodia del blog di Clemente Mastella).

Va poi oltre dicendo:  Essi vengono vantati come luoghi d’espressione ideale e comunicazione: nessun elogio insomma gli è risparmiato. A me invece paiono luoghi di frustrazione e sciatteria, nei quali bisognerebbe io credo vergognarsi di scrivere, e certo non inorgoglirsi di averli creati.

Si capisce che il soggetto ne capisce davvero molto della rete e di internet quando afferma che gli unici veri siti che lo soddisfano sono quelli a pagamento…

Ma quelli che valgono qualcosa sono pochi siti a pagamento nei quali si limitano o si cooptano i partecipanti. Gli altri, la maggioranza, invece amplificano solo dei luoghi comuni e non erudiscono in alcun modo.

A sì?E quali?Un esempio di blog utile a pagamento?

Sì insomma…lo so che è troppo facile reagire alla polemicuccia, e che con questo post faccio il gioco del buon Geminello!

Ma mi sembra che prima di tutto ci sia la necessità di comprendere il mezzo, le sue potenzialità prima di sparare a zero per partito preso…in questo la carta stampata italiana è regina!

Dal mio punto di vista ritengo che gran parte della stampa italiana abbia ancora un forte gap rispetto ai cambiamenti che Internet ha provocato nella società, e quest’atteggiamento elitario non mi sembra proprio così simpatico.

Concludo con una nota per Geminello Alvi, continui pure la sua opera di giornalista ed editorialista, ma mi faccia una cortesia: lasci stare internet…non ne parli più solo allo scopo di  fare delle sterili polemiche…parli seriamente di internet, ma quando lo avrà realmente compreso!

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2 Responses to “Geminello Alvi, per cortesia lasci stare i blog!”

  1. Francesco says:

    Sconcertante!
    Apprezzo la risposta pronta e viva, anche io reagisco così.
    Ben fatto!

  2. [...] mia quanta modernità in questi giornalisti…ovviamente la Blogosfera si è scagliata contro  e c’è perfino chi ha scritto sul suo blog:  “Geminello Alvi ce l’ha [...]

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