Email analytics: misurare l’ e-mail marketing

January 25th, 2012 § 0 comments § permalink

Lo scenario del mondo del mail marketing negli anni sta cambiando, evolvendo da un semplice invio massiccio di messaggi pubblicitari “sparati” nel mucchio ad un vero e proprio strumento che permette una comunicazione altamente targetizzata, se non addirittura one-to-one.

Esistono moltissime aziende in grado di offrire piattaforme avanzate di gestione mail e liste di indirizzi, è presente un vero e proprio marketplace di database profilati ai quali è possibile inviare messaggi targetizzati e le aziende, che un tempo erano prettamente partner tecnologici, prestano il loro know-how nel settore offrendosi come consulenti nella gestione di questo canale.

In questo scenario sempre più complesso ed articolato misurare le performance dell’email marketing diventa vitale: in questo post raccolgo una serie di KPI da monitorare ed una possibile strada per ottenere dei dati interessanti anche attraverso l’uso di Google Analytics.

1. KPI principali

Lo schema qui a fianco rappresenta un classico Conversion funnel che mostra i diversi passi necessari per passare dalla semplice mail spedita all’effettiva azione di conversione.

DELIVERY RATE: indica il numero di mail consegnate rispetto al numero di mail inviate ed è un indicatore che  serve per valutare se l’invio delle mail si è concluso con successo.

L’abbassamento del delivery rate può essere causato, ad esempio, da un database con indirizzi errati, da destinatari con mailbox piene, ecc.

Per contro, la BOUNCE RATE identifica il numero di messaggi rifiutati dal server di destinazione rispetto al totale degli inviati. I rimbalzi si possono a loro volta classificare in due sotto gruppi: hard bounces (invio ad indirizzi non validi) e soft bounces (errori temporanei).

In questo post potete trovare qualche informazione in più sui rimbalzi delle e-mail. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Software per la online brand reputation: le cose da considerare

January 16th, 2012 § 2 comments § permalink

Gli ultimi due anni sono stati segnati dall’esplosione del mercato dei social media e della online brand reputation: migliaia di aziende propongono servizi di questo tipo ed è davvero difficile orientarsi in un mercato così frammentato.

social crm

Per sapere che cosa si dice in rete a proposito di un brand o di un prodotto è necessario avvalersi di uno strumento in grado di reperire le informazioni sul web e che possa dare una visione di insieme attraverso grafici e viste utili per la condivisione in azienda.

In questo post vorrei elencare alcuni dei fattori da tenere in considerazione per la valutazione di uno o più software per svolgere l’attività di brand reputation. Se per caso avete dei suggerimenti o integrazioni, sono felice di discuterne con voi nei commenti o in giro in rete :-) .

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Errori nelle form con Google Analytics: configurazione, metriche e alternative

January 9th, 2012 § 0 comments § permalink

Una delle fasi più critiche dell’esperienza utente in un sito web è la compilazione di form: esse solitamente sono la fase preliminare di una conversione e quindi per un sito web è importante che tutto sia tirato al lucido.

Per migliorare le performance in termini di conversione di una form ci può essere d’aiuto Google Analytics, che offre la possibilità di tracciare gli errori di compilazione delle form attraverso gli eventi.

In poche parole, ogni qualvolta un utente visualizza un messaggio di errore ed un invito alla revisione della compilazione, il sistema dovrebbe registrare il motivo dell’errore (ad es. formato CAP non valido, email non valida, ecc.).

In questo modo, avendo le informazioni sugli errori più frequenti, si possono mettere in pratica delle migliorie in termini di interfaccia che prevengano l’incorrere di errori e che di conseguenza migliorino il tasso di conversione.

Se rilevo, per esempio, che il 15% delle compilazioni delle form vanno in errore a causa della scelta di uno username già presente, dovrò prevedere una funzione di controllo della presenza dello username inserito.

Nel post prima suggerisco una possibile configurazione di Google Analytics da fare per ottenere dei buoni dati, per poi analizzare una serie di metriche da calcolare (ce ne potrebbero essere davvero trentamila :-)  ed infine suggerisco un software alternativo a Google Analytics per il tracciamento delle form).

Se per caso avete delle integrazioni o delle migliorie sarei davvero felice di discuterne nei commenti o nei social (non si finisce mai di imparare :-) ). CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

17 siti web creativi da tenere nel cassetto per il 2012

January 2nd, 2012 § 2 comments § permalink

Per questo inizio anno ritorno dopo un po’ di tempo sul blog per raccogliere un po’ di esempi di web design interessanti da tenere nel cassetto, sperando in un 2012 ricco di nuovi e interessanti progetti.

1- Siti web che presentano homepage in grado di catturare l’attenzione con grandi immagini che garantiscono un’efficace comunicazione.
www.pocopeople.com.au

Poco people homepage

smokingtakeslives.org.au

Smoking takes lives Homepage

www.nikebetterworld.com

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Social media Strategy per le aziende: ottima presentazione di Jeremiah Owyang a LeWeb11

December 8th, 2011 § 0 comments § permalink

Vi segnalo un’interessante presentazione di Jeremiah Owyang a LeWeb’11 dove elenca in modo efficace le fasi che un’azienda deve affronta per essere “social”.

Non si parla di creazione di account, di pagine Facebook al kilo, di costo per 100 followers, ma si parla di rivoluzione aziendale!

Nella presentazione viene dettagliata la piramide dei bisogni di un’azienda abbinata ad una serie di “to do”:

  • la base, ovvero “Capire perchè si utilizzano i social media”;
  • la sicurezza, ovvero “Definire un team di lavoro”, “Definire i flussi in caso di crisi” e “Definire i processi di pubblicazione e gestione dei clienti”;
  • la formazione, ovvero “Dare un background di conoscenze tecniche degli strumenti a tutti gli attori” e “Definire una modalità di condivisione della conoscenza”;
  • il rendere possibile l’attività, dando incentivi, misurando i rendimenti e creando stimoli in azienda per eseguire questo tipo di attività.
  • la diffusione del sapere in azienda,  ovvero l’azienda deve fare proprie le informazioni che i clienti pubblicano “integrandole con i sistemi di CRM” e “Capire la loyalty dei clienti” o “anticipare le tendenze del mercato nello sviluppo di un prodotto”.

Piramide dei bisogni di un'azienda nei social media

 

 

La mia impressione è che la presentazione sia tarata per grandi aziende (ad esempio di parla di un social team di 11 persone :-) ) ma ha spunti di metodo interessanti.