Cross Selling e upselling nell’e-commerce: raccomandare è un’arte

April 14th, 2014 § 4 comments

Per la progettazione della user experience di un e-commerce un aspetto importante da tenere in considerazione è l’inserimento di elementi dedicati al cross selling e all’upselling poichè, se ben studiati, potrebbero dare buoni risultati in termini di vendita.

Sebbene esistano sul mercato sistemi di recommendation piuttosto complessi (come ad esempio le soluzioni di PrudsysRichRelevantAdobeStrandsiGoDigital) , l’occhio umano del merchandising e la conoscenza dei clienti finali non è pienamente sostituibile da un algoritmo.

Per ottenere un cross-selling e upselling efficace è fondamentale la progettazione, gestione ed il controllo dei prodotti che vengono offerti ai clienti: pensare di installare un semplice modulo e attendere “piovere” i soldi non è l’approccio vincente.

Per poter istruire al meglio il sistema di raccomandazione è di grande aiuto definire a 6 mani con tecnici, marketing e merchandising la logica delle raccomandazioni. In questo esempio potete vedere una versione semplificata:

Criterio Meccanica Regola Esempio
Generica scheda prodotto Upsell Per ciascuna micro-categoria, definire una lista di n prodotti ordinati appartenenti alla stessa categoria ma con costo più alto di quello corrente. Ad esempio: per la categoria giacche eleganti, si potrebbero inserire i best sellers di categoria, ordinati per pezzi venduti con un prezzo maggiore di 300€
Singola per scheda prodotto Upsell +Cross-sell Per i prodotti principali più visitati o più acquistati potranno avere dei prodotti in upsell/cross selling definiti ad-hoc. Ad esempio: per le scheda prodotto di una particolare linea di jeans, potrebbe essere utile correlare i prodotti appartenenti alla capsule collection di t-shirt appena uscita.
Aggiunta al carrello Cross-sell In base ai prodotti inseriti all’interno del carrello potrebbero essere consigliati dei piccoli prodotti per completare l’acquisto Ad esempio: se l’utente ha all’interno del carrello delle scarpe, suggerire all’utente i lacci ed il lucido.

Da una statistica del 2012 di SmartFocus (ex PredictiveIntent) citata nel blog di E-consultancy emerge che inserire in scheda prodotto un prodotto simile al corrente ma ad un costo più alto (upsell) può incidere sul 4% circa del valore delle vendite, rispetto all’upsell dove l’incidenza non arriva allo 0,5%.

Graph-crosselling-scheda-prodotto

La stessa ricerca di PredictiveIntent afferma che il cross selling è comunque un elemento importantissimo poichè se posizionato sul carrello per completare l’acquisto, può incidere sul 3% del valore delle vendite.

Oltre all’impatto sulle vendite, l’attivazione una raccomandazione dei prodotti intelligente può dare una migliore user experience agli utenti poichè permette una navigazione di catalogo più semplice e fornisce prodotti più rilevanti rispetto alle attese degli utenti.

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13 Schede prodotto e-commerce moda che mi sono piaciute

March 17th, 2014 § 5 comments

In questo mese e mezzo ho avuto l’opportunità di gettarmi di nuovo a capofitto nel mondo dell’e-commerce ed ho iniziato una nuova avventura professionale come project manager in FiloBlu.

Durante le giornate di lavoro, tra una navigata ed un’altra, ho raccolto una serie di screenshot con degli esempi di schede prodotto di e-commerce fashion: in questo post li elenco in ordine sparso con un breve dettaglio sull’aspetto che mi è piaciuto di più.

Se dovessi riassumere con degli hashtag il trend del design di questa pagine mi verrebbero in mente: #pulizia, #multicanalità, #partecipazione, #copywriting, #immagini, #fitting, #seo, #video e #crosselling.

Se ne avete degli altri, commentate pure! Buona scrollata :-)

1) Desigual – #multicanalita #immagini #video

Molto utile in ottica di multicanalità la funzionalità di Desigual che permette ai suoi utenti di verificare la disponibilità del prodotto nei punti vendita monomarca.

Desigual-disponibilita-taglia

2) NetAPorter – #copywriting #seo #immagini #video #pulizia

La scheda prodotto di Net A Porter è davvero molto equilibrata: l’uso delle thumbnail sulla sinistra permette un’agevole navigazione locale di foto e video, inoltre i testi descrittivi sono spesso ben curati con grassettature e cross linking contestuale: un tema particolarmente importante anche per il posizionamento organico.

netaporter-thumbnail

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Facebook advertising e microtargeting: una miniera di informazioni tutte da analizzare

January 13th, 2014 § 0 comments

Facebook-Advertising-TargetingUno dei punti di forza del Facebook Advertising è che offre la possibilità di creare campagne con un’elevata targetizzazione: è possibile infatti fornire messaggi pubblicitari diversi a pubblici molto mirati e specifici come ad esempio “uomini dai 25-45 anni a cui piace il tennis che abitano in lombardia”, “donne dai 30-50 anni di Milano che si sono appena trasferite “, “uomini tra i 20-40 anni che si sono appena sposati”.

Facebook-Advertising-Targeting

Image credit

Grazie al targeting avanzato di Facebook ed un tracciamento puntuale del traffico è possibile raccogliere informazioni utili per migliorare un prodotto, l’offerta commerciale di un prodotto, l’usabilità di un ecommerce o di un sito web.

In questo post ho raccolto alcuni spunti in merito all’uso del micro targeting. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»

Promuovere un’App nativa con Facebook e monitorarne i risultati in 4 passi

October 14th, 2013 § 6 comments

Gli investimenti in mobile advertising sono in continua crescita, così come è in crescita il numero di aziende che approcciano il mobile, non più come canale di sperimentazione ma come un elemento strategico.

La crescita della vendita di soluzioni di mobile Adv è trainata da Facebook, che si è guadagnato in poco meno di 2 anni il 15% del mercato.

Uno dei prodotti più interessanti è quello dedicato alla promozione delle app native con le campagne Click-to-download: i risultati ottenibili sono eccezionali con dei costi per download davvero molto bassi.

Come si può vedere dallo schema, il processo di gestione di una campagna per App native vede tanti piccoli elementi in gioco, tutti che devono parlare la stessa lingua, quindi il lavoro di configurazione è un po’ più prolisso rispetto alla campagne classiche di Facebook Adv.

schema-setup-campagna-Facebook

Di seguito sono elencati i 4 passi principali per creare campagna Facebook per spingere il download delle App native con modalita click to download.

1) Crea un’applicazione Facebook per promuovere l’App nativa

La prima operazione è quello di creare un App Facebook a partire dal seguente indirizzo: https://developers.facebook.com/apps/

Lo scopo di questa App è di erogare agli utenti le inserzioni desiderate, portando gli utenti direttamente su AppStore e su Google Play, con la possibilità di registrare alcuni dati sul comportamento degli utenti (download dell’App, avvii del’applicazione, ecc.)

Per creare un App è sufficiente inserire le informazioni sull’App da promuovere a seconda del sistema operativo. Nel caso in cui siano disponibili le due versioni di App nativa, una per iOs e una per Android, è possibile inserire sulla stessa App Facebook i dati di emtrambe le App.

I dati da inserire sono:

  • Display Name;
  • L’indirizzo di contatto;
  • [Per iOs] L’ID dell’App su iPhone App Store, facilmente identificabile anche dall’URL sul sito iTunes https://​itunes.apple.com/it/​app/​nomeapp/idnumerico;
  • [Per Android] PackageName, valore che identifica univocamente l’App Android. Tale valore è facilmente reperibile dal file AndriodManifest.xml ed ha la forma topleveldomain.nomedominio.nomeapp;
  • [Per Android] ClassName, che identifica la classe principale dell’App, tipicamente il valore è PackageName.Activity

FacebookApp-Adv-mobile

Concluso l’inserimento dei dati, occorre verificare nelle opzioni avanzate che il tipo di applicazione sia settato come “Native/Desktop” e non web.FacebookApp-Adv-mobile2

2) Costruisci le campagne con targeting e creatività

Una volta che l’App è correttamente settata, è possibile costruire la campagna Facebook dal pannello delle inserzioni, specificando come destinazione della campagna l’Applicazione appena creata:

pannello-creazione-inserzione

La creazione dell’inserzione è molto simile a quella di altri prodotti di ADV Facebook. E’ possibile:

  •  utilizzare fino a 6 immagini diverse di dimensioni 1200 pixel x 627 pixel;
  • specificare il targeting per dispositivo (marca di cellulare e versione minima di sistema operativo), interessi degli utenti, per categorie di utenti (arrivando fino ad intercettare gli utenti che si sono fidanzati soltanto da un anno), per pubblico personalizzato specificando fornendo addirittura indirizzi e-mail degli utenti a cui mostrare gli annunci mobile.

pannello-creativita

3) Imposta il tracking dei dati sulla piattaforma Facebook

Per poter gestire correttamente le campagne è importante capire per ogni inserzione e target quali sono stati i rendimenti. Questo è possibile integrando i dati dell’App Facebook che gestisce l’ADV con quelli di utilizzo dell’App nativa.

Ad esempio si possono ottenere informazioni sul profilo socio demografici di chi ha scaricato l’App:

datiFAcebook

Oppure il costo effettivo per download suddiviso per targeting  o per creatività dell’inserzione:

dati-facebook-costoinstall

 

Per tracciare i dati è necessario installare l’SDK di Facebook (a questi link la pagina per il download per iOs che Android) e configurare i parametri App Secret e AppId in modo tale che l’App Nativa sia legata all’App Facebook.

Qui sotto un breve tutorial di come si installa l’SDK per iOs, mentre a questo link è disponibile il tutorial per Android:

4) Imposta il tracking per Google Analytics

Oltre a capire le installazioni indotte dalle campagne è fondamentale anche capire quanto le App sono utilizzate e qual’è il comportamento degli utenti quando utilizzano le App.

Google Analytics fornisce un prodotto apposito per il tracking delle App che, sebbene abbia delle informazioni inferiori rispetto a quelle disponibili per i siti web, fornisce un insieme di metriche utili anche se basilari.

rendimenti2

Tra le cose interessanti c’è anche il tracking degli acquisti generati da App e-commerce.

rendimenti

Sul fronte del tracking del comportamento degli utenti con Google Analytics c’è un limite: non è possibile segmentare il comportamento degli utenti in base alla campagna di provenienza (che ha indotto il download). In sostanza per delle App e-commerce non è possibile conoscere il numero di acquisti e quanto fatturato ha generato una determinata campagna mirata al download dell’app.

Qui al momento sulla valutazione del rendimento delle campagne, al momento questo strumento può dare delle tendenze generali ma niente di più.

Qui un video che fornisce un’overview maggiormente approfondita sul prodotto.

 

Anche in questo caso per l’implementazione del tracking ci sono degli SDK che permettono l’integrazione tra Google Analytics e gli ambienti di sviluppo per iOs e Android, disponibili qui:

Per un content marketing efficace non scegliere solo piattaforme affittate

October 7th, 2013 § 2 comments

I contenuti si stanno ritagliando un ruolo sempre più centrale per la comunicazione digitale, lo diceva molti anni Google con la frase “Content is the king” e mi sa che non si è sbagliato per niente.

Il content marketing sul digitale per funzionare bene dev’essere più raffinato e complesso: la produzione dei contenuti in rete cresce così come la concorrenza, ci sono nuovi strumenti da mettere in campo ciascuno con le sue regole e limiti in continua evoluzione.

Con un’attività ben strutturata si può arrivare all’apoteosi: fornire i contenuti più interessanti per ogni singola persona nel contesto giusto nel momento giusto, instaurando quasi una relazione one-to-one basata su contenuti, tempi ed interessi.

Content Diversity in Online Marketing

Affittare o comprare la casa dei propri contenuti?

Uno degli aspetti fondamentali da tenere in considerazione (affrontati anche illuminante post di Avinash Six Visual Solutions To Complex Digital Marketing/Analytics Challenges) è che i social network sono una piattaforma affittata dove le regole del gioco, i dati e le informazioni utili che si ottengono sono definite a priori con poca possibilità di personalizzazione e soggette a mutamenti inaspettati. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»