Lo scenario del mondo del mail marketing negli anni sta cambiando, evolvendo da un semplice invio massiccio di messaggi pubblicitari “sparati” nel mucchio ad un vero e proprio strumento che permette una comunicazione altamente targetizzata, se non addirittura one-to-one.
Esistono moltissime aziende in grado di offrire piattaforme avanzate di gestione mail e liste di indirizzi, è presente un vero e proprio marketplace di database profilati ai quali è possibile inviare messaggi targetizzati e le aziende, che un tempo erano prettamente partner tecnologici, prestano il loro know-how nel settore offrendosi come consulenti nella gestione di questo canale.
In questo scenario sempre più complesso ed articolato misurare le performance dell’email marketing diventa vitale: in questo post raccolgo una serie di KPI da monitorare ed una possibile strada per ottenere dei dati interessanti anche attraverso l’uso di Google Analytics.
1. KPI principali
Lo schema qui a fianco rappresenta un classico Conversion funnel che mostra i diversi passi necessari per passare dalla semplice mail spedita all’effettiva azione di conversione.
DELIVERY RATE: indica il numero di mail consegnate rispetto al numero di mail inviate ed è un indicatore che serve per valutare se l’invio delle mail si è concluso con successo.
L’abbassamento del delivery rate può essere causato, ad esempio, da un database con indirizzi errati, da destinatari con mailbox piene, ecc.
Per contro, la BOUNCE RATE identifica il numero di messaggi rifiutati dal server di destinazione rispetto al totale degli inviati. I rimbalzi si possono a loro volta classificare in due sotto gruppi: hard bounces (invio ad indirizzi non validi) e soft bounces (errori temporanei).
In questo post potete trovare qualche informazione in più sui rimbalzi delle e-mail. CONTINUA A LEGGERE IL POST »»



